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Panico all’Ikea, ma era solo un’esercitazione

«Hanno annunciato di dirigersi verso le uscite di sicurezza, pensavamo fosse un attentato»

PADOVA. “La clientela è pregata di abbandonare i carrelli e dirigersi verso le più vicine uscite di sicurezza. I bambini presenti nell’area baby sono già stati messi al sicuro”. Un annuncio che ha creato il panico martedì all’Ikea. Erano circa le 21 quando gli altoparlanti del grande magazzino hanno lanciato l’allarme: c’era chi correva verso le uscite di sicurezza, chi chiedeva indicazioni al personale, chi si dirigeva verso il parcheggio. «Credevamo davvero si trattasse di un attentato, pensavamo che da un momento all’altro ci sarebbe stata un’esplosione: il primo pensiero è stato quello del terrorismo», racconta Silvia V., che aveva appena ultimato le sue compere all’Ikea. In realtà si trattava di una semplice esercitazione antincendio. «Ma questo l’abbiamo capito almeno 20 minuti dopo: siamo rimasti per quasi mezzora bloccati nel parcheggio esterno. Non potevamo né rientrare dentro né prendere le auto e andarcene. Una coppia con una bambina piccola ha cercato di allontanarsi a piedi in direzione dello Sheraton. La sensazione era che potesse succedere qualcosa di molto grave da un momento all’altro».

Silvia V. e tutti gli altri hanno capito che si trattava di un esercitazione solo quando hanno visto il personale dell’Ikea diviso in gruppi, organizzato per gestire l’emergenza. «C’era un dipendente che diceva “ci siete tutti voi della squadra A? e voi della squadra B avete portato fuori tutti?”. Così abbiamo capito che doveva essere un’esercitazione, cosa che ci è poi stata confermata».

Fatto sta che per una semplice prova antincendio si è scatenato il panico. «Capisco debbano fare le esercitazioni ma visto il periodo che stiamo vivendo perché non avvisano che non si tratta di terrorismo? Perché non fanno suonare semplicemente l’allarme antincendio? Se avessero fatto una di queste due cose saremmo stati tutti più

tranquilli».

Silvia V. appena uscita dall’Ikea ha chiamato la polizia: «Ho voluto spiegare quello che è successo e domani (oggi ndr) tornerò all’Ikea per chiedere se è questa la procedura che usano per le esercitazioni».

Alice Ferretti
 

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