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Il diktat della Diocesi «La legge va rispettata»

Don Celi richiama i parroci che accolgono bimbi senza profilassi

Dialogo e confronto. Tutto per evitare che il muro che divide le posizioni dei genitori no-vax da quanto impone la legge si riveli insormontabile. Perché quel muro non separa solo modi diversi da pensare. Da una parte c’è la legalità, dall’altra no. E le materne paritarie dove sono stati accolti bimbi non in regola sembrano moltiplicarsi. Dopo quella di Ponte San Nicolò diretta da don Dino Pittarello, infatti, si sono aggiunte anche le materne di Legnaro, Veggiano, Vigodarzere e Mejaniga di Cadoneghe.

Ai parroci che dirigono queste scuole e che hanno acconsentito che anche i bimbi senza autocertificazione e senza prenotazione per i vaccini mancanti frequentino la scuola è diretto un messaggio che arriva dalla Diocesi. Il tono è pacato, tanto quanto è invece deciso il contenuto: la legge va rispettata. La “politica” della Diocesi sul tema dei vaccini a scuola è condensata nelle parole di don Lorenzo Celi, direttore dell’Ufficio diocesano di Pastorale dell’Educazione e della Scuola: «La questione della copertura vaccinale per i bambini iscritti alle scuole dell’infanzia ha vissuto in queste settimane una complessità crescente, come sottolineato anche dal ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli. Il nostro Ufficio» precisa don Celi, «ha condiviso il lavoro di coordinamento e la posizione della Fism, che invitava i legali rappresentanti delle scuole paritarie cattoliche (per la maggior parte sono parroci) ad attenersi alla normativa di legge e alle indicazioni ministeriali. Pertanto l’ufficio diocesano» sottolinea don Celi, «invita i parroci legali rappresentanti di scuole paritarie, che sembra non si siano ancora attenuti alla normativa, a operare secondo quanto richiesto pur mantenendo uno stile di dialogo e confronto con le famiglie dissenzienti e con le istituzioni del territorio deputate a rendere operativa la legge e a tutelare la sanità pubblica. Le nostre scuole, in quanto paritarie hanno il dovere di rispondere alla legislazione scolastica nazionale. La discussione sui contenuti non può certo avvenire in sede applicativa».

Dialogo e confronto, quindi. Ma con l’obiettivo di persuadere i genitori a regolarizzare la posizione dei loro figli, presupposti per accettarli a scuola. Sul punto è perentorio anche Ugo Lessio, presidente padovano della Fism (Federazione italiana scuole materne): «Dobbiamo stare dalla parte della legge, non ci sono altre vie. È comprensibile una fase di limbo dove possono essere tollerate posizioni contrarie, ma solo per mettere in campo un dialogo con le famiglie che sfoci nell’adesione alle norme».

Sono una quindicina i sacerdoti direttori di scuole dell’infanzia paritarie tra Padova e provincia che ieri mattina hanno tempestato di telefonate Lessio: «Il parroco di Legnaro, don Domenico Prosdocimi, ha una quindicina di bambini non in regola di cui almeno 4 con genitori su posizioni radicali no-vax. Ha convocato le famiglie per un incontro, con l’obiettivo di arrivare a una soluzione. In
altre scuole i parroci sono più indulgenti, come a Ponte San Nicolò, Veggiano, Vigodarzere e Mejaniga di Cadoneghe: «Entro il 20 settembre tutti devono essere in regola» avvisa Lessio, «la nostra posizione e quella della Diocesi sono chiare, discostarsene non è corretto né responsabile».

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