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Mortale di San Giorgio in Bosco: due figli d’oro tra studio e lavoro

Chiara era molto attaccata alla famiglia, iscritta a Psicologia. Filippo lavorava in un hotel. Tommaso operato, è in coma

CITTADELLA. «Chiara era una ragazza d’oro, sempre allegra, attaccatissima alla famiglia. Facevamo sempre tutto insieme. Eravamo tornati da poco da una vacanza a Jesolo, anche se ormai era grande non perdeva mai l’occasione di stare con i genitori, le due sorelle più piccole e tutti noi. La tragedia che dobbiamo affrontare è quasi insostenibile». Michela Maschio, la zia di Chiara, parla a nome dei genitori della giovane studentessa, chiusi in un dolore immenso. La famiglia è molto nota in tutto il Bassanese, titolare della Commercialcart, azienda commerciale alle porte della città, che giusto lo scorso anno ha festeggiato i 50 anni di attività. Chiara, studentessa di Psicologia all’Università di Milano, ogni tanto dava una mano in negozio, ma faceva anche altri lavoretti per mantenersi, perché nonostante la sua situazione privilegiata non ha mai voluto restare con le mani in mano.

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Il sindaco di Marostica, Marica Dalla Valle, conosce bene la mamma e la nonna dell’altra vittima, Filippo Miotti. «Filippo amava il basket e ha giocato per anni, tanto che le nostre famiglie si incontravano sempre in palestra in occasione delle partite delle giovanili del Marostica» il suo ricordo. Filippo, diplomatosi segretario d’azienda all’istituto professionale “Remondini” di Bassano, figlio di Corrado e Giorgia Basso, un fratello diciassettenne, da alcuni mesi lavorava nell’ufficio amministrativo dell’hotel ristorante “Garden Relais” di Borso (Vicenza). «Era un bravissimo ragazzo» dice la titolare Silvia Vedovotto, «lavorava con noi da 5 mesi, era buono, gentile, disponibile. Era preciso e volenteroso, tanto che è diventato ben presto l’assistente di mio marito. Martedì sera ci siamo lasciati con il consueto saluto e lui mi ha detto: “Silvia, lasciami pure le fatture sul tavolo che domani le faccio” e invece adesso lui non c’è più».

Tommaso Chiurato è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico all’ospedale di Padova e ora è in coma farmacologico. La prognosi è riservata e cruciali saranno le prossime 72 ore. Il giovane è nipote del fondatore della nota Pasticceria Chiurato di Marostica. «La situazione è molto seria» spiega il nonno materno, Sergio Ranzi, «e siamo qui a sperare che mio nipote possa guarire. Ci vorrà molto tempo perché il trauma e lo schiacciamento gli hanno provocato lesioni agli organi e fratture». Tommaso è un ragazzo semplice: ama stare con gli amici, viaggiare ed è appassionato di sport. «A luglio ha lasciato il lavoro alla Sari srl di Marostica per dedicarsi alle sue passioni. Si è iscritto al corso per istruttori di nuoto e qui a casa si è creato una piccola palestra dove allenarsi. Ha una tempra forte: speriamo possa vincere questa battaglia».

La tragedia che si è abbattuta sul gruppo di amici e sulle loro famiglie ha risvegliato un precedente dramma accaduto quasi 24 anni fa nella stessa famiglia. «Nel febbraio del 1993 ho perso mio figlio Andrea, all’epoca diciottenne, in un incidente a Passo di Riva, a Dueville» ricorda Sergio Ranzi, «anche in quell’occasione si è trattato di un gruppo di amici che tornava da una festa. Erano in quattro e uno solo si è salvato. Per mio figlio non c’è stato nulla da fare».

Silvia Bergamin
 

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