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Truffa degli iPhone, arrestato candidato sindaco

Lozzo Atestino, Simone Peruffo poi rilasciato con obbligo di firma. Incastrato grazie alla denuncia di un imprenditore su una consegna sospetta di smartphone

LOZZO ATESTINO. Prima si sarebbe finto rappresentante di un’importante ditta scaligera, quindi avrebbe messo le vesti di un corriere incaricato di ritirare un pacco con alcuni telefoni cellulari. Un doppio ruolo fondamentale per portare a compimento una truffa che, però, gli è costata le manette. Venerdì mattina i carabinieri della stazione di Verona hanno arrestato Simone Peruffo, 39 anni, residente a Lozzo Atestino, Comune di cui Peruffo è anche consigliere comunale d’opposizione e per cui è stato candidato sindaco alle ultime elezioni.

Il trentanovenne è stato pescato in flagranza di reato dai militari scaligeri, che hanno raccolto la denuncia di un imprenditore della città e teso una trappola al padovano. Giovedì scorso l’imprenditore scaligero che rischiava di essere vittima di truffa – l’uomo è amministratore delegato di un’azienda specializzata nell’organizzazione di eventi – si è presentato in caserma per segnalare una situazione decisamente anomala. Il lunedì antecedente, infatti, in azienda era stato recapitato un pacco contenente quattro iPhone 7 Plus, per un valore di 5 mila euro totali. Gli smartphone erano stati acquistati dall’azienda in base a un contratto sottoscritto dalla stessa società con una nota compagnia telefonica. Il rappresentante dell’azienda ha preso contatti con il servizio clienti della compagnia, segnalando l’errore e chiedendo spiegazioni. Dopo tre giorni, giovedì appunto, lo scaligero è stato contattato da un sedicente corriere incaricato dalla compagnia telefonica di ritirare il plico con i quattro cellulari. Il corriere ha fissato il ritiro della merce per il giorno successivo. Peccato che, dopo pochi minuti, in azienda abbia chiamato anche il servizio clienti della compagnia telefonica, confermando che il contratto era sottoscritto da lui in persona, con tanto di addebito sul conto corrente e con una mail di riferimento diversa da quella indicata nella mail.

L’uomo, annusata la truffa, ha quindi chiesto l’intervento dei carabinieri, che - dopo aver preso contatto con l’agente della compagnia telefonica che aveva stipulato il contratto a luglio – hanno teso la trappola a Peruffo. Il trentanovenne è stato fermato praticamente all’uscita dell’azienda in cui aveva ritirato il pacco con gli iPhone. Nella sua auto i militari hanno recuperato anche la sim da cui erano partite le telefonate del finto corriere. L’uomo è stato arrestato e processato per direttissima a Verona: il pm Giorgia Bonini aveva chiesto per Peruffo i domiciliari, ma il giudice Andrea Filippo Castronuovo ha concesso l’obbligo di firma in attesa del processo a gennaio. Le indagini continuano, visto che l’agente della compagnia telefonica

a cui si era rivolto Peruffo ha segnalato ai carabinieri di averne sottoscritto un altro, sempre nella stessa giornata e con lo stesso soggetto, destinato ad un’impresa trevigiana. Contattato telefonicamente, Simone Peruffo non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

 

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