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Terreno conteso, aggrediti i vecchi titolari

Zuffa lungo la Monselice-mare a Candiana. Guzzo: «Eravano solo andati a vedere la trebbiatura»

CANDIANA. «Siamo stati aggrediti, minacciati con un coltello e presi a pugni, in strada, davanti a quello che fino a qualche mese fa era il nostro terreno». Massimiliano Guzzo, agricoltore, racconta i momenti di paura vissuti insieme al fratello Federico sabato scorso lungo la Monselice-mare. Dopo il parapiglia i due si sono fatti medicare al pronto soccorso e hanno sporto denuncia ai carabinieri di Agna. «Ero stato avvisato che era in corso la trebbiatura sui campi dai quali eravamo stati sfrattati nei mesi scorsi» racconta Federico «così sono arrivato in auto davanti al campo. Ho parcheggiato sul ciglio della Monselice-mare e stavo assistendo alla trebbiatura quando uno sconosciuto si è avvicinato al finestrino chiedendomi una sigaretta. Al mio rifiuto l’uomo mi ha strattonato per il braccio sinistro cercando di farmi uscire dall’auto. Mi ha strappato la maglietta e rotto gli occhiali da sole, poi mi ha dato uno schiaffo sul braccio destro e, prima di allontanarsi continuava a minacciarmi dicendo alle altre persone presenti in campo “dammi un coltello che lo sgozzo qui”. Ho subito chiamato mio fratello, arrivato con mia madre». Anche Massimiliano si è trovato di fronte lo stesso individuo: «Un uomo alto, di corporatura robusta, con capelli corti neri, baffi e dei tatuaggi, in maglietta nera e jeans» ricorda Massimiliano «mi è venuto incontro e, minacciandomi con un piccolo coltello a serramanico, mi ha dato una testata sul naso e mi ha preso per il collo continuando a darmi pugni allo stomaco. Gli ho chiesto chi fosse e mi ha risposto che era della Questura e che potevo anche chiamare i carabinieri, tanto lui non aveva alcun problema». Entrambi i fratelli hanno raggiunto il pronto soccorso e sono stati dimessi con 5 giorni di prognosi ciascuno per contusioni varie. Il giorno dopo si sono presentati dai carabinieri per sporgere denuncia contro ignoti per lesioni e minacce. «Non abbiamo provocato nessuno né fatto alcunché» raccontano «stavamo solo guardando. Sul ciglio della strada c’erano anche il genero e il figlio di mia zia, proprietaria del terreno, e un’altra persona che non conoscevamo, come l’uomo che ci ha aggredito». Nei mesi scorsi
i fratelli Guzzo furono sfrattati insieme ai genitori dalla casa dove erano cresciuti perché reclamata da una zia che ne deteneva la proprietà insieme al terreno agricolo circostante. Al termine di un lungo contenzioso legale avevano dovuto andarsene.

Nicola Stievano

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