Quotidiani locali

«Ciao Roberto» e tutto Castelbaldo si ferma

Il commosso addio all’imprenditore suicida, il feretro coperto con la maglia della squadra locale

CASTELBALDO. Il paese si è fermato ieri pomeriggio per dare l’ultimo saluto a Roberto Dian, il cinquantenne che domenica sera si è tolto la vita nella propria azienda a causa della crisi economica. La chiesa parrocchiale di San Prosdocimo non è bastata per accogliere tutti coloro che hanno voluto prendere parte al funerale: molti i giovani e gli ex compagni di squadra dell’Ac CastelbaldoMasi, dove l’uomo aveva giocato per diversi anni. Presente, fra gli altri, il sindaco Riccardo Bernardinello, che a fine cerimonia ha letto un messaggio di cordoglio. «La fede in Dio ci aiuti a superare questi momenti di grande dolore e sofferenza», ha detto il parroco durante l’omelia, davanti a una platea che ha partecipato in un sentimento di profondo raccoglimento per un gesto che resta, nonostante tutto, difficile da spiegare. Sopra il feretro, più volte accarezzato dai familiari, è stata posata la maglia biancorossa del Castelbaldo Masi. Al termine della messa, tanti coloro che hanno voluto ricordare Roberto con un pensiero. «Per mamma e papà sei stato il miglior figlio che si potesse avere. Ci mancherai», ha detto il fratello con la voce rotta dal pianto. «Ci eravamo trovati pochi giorni fa in famiglia tutti insieme e sembravi sereno. Un giorno ci ritroveremo lassù e allora mi spiegherai perché hai preso questa decisione» ha letto, commossa, la sorella. Visibilmente emozionato anche il sindaco: «Mai avrei voluto preparare un discorso come questo. È uno dei momenti più difficili da quando sono sindaco», ha ammesso Bernardinello, che si è rivolto ai compaesani invitando all’unità, «Chi è in difficoltà non abbia vergogna di parlarne e di farsi aiutare, dobbiamo essere comunità». Infine una promessa ai familiari: «Non vi lasceremo soli». Roberto Dian è stato trovato morto alle 19 di domenica nella sua azienda di via Paiette a Castelbaldo. Da vent’anni viveva a Badia Polesine (Ro) ma in paese era molto noto e stimato. Era proprietario della Erregi srl, realtà nata nel 1989 ed oggi specializzata nella produzione di mobili da arredo bagno. Per tutta la mattinata di domenica un amico ha cercato di contattarlo, senza però riuscirci. A un certo
punto il fratello Dino è andato a cercarlo in azienda. Qui la terribile scoperta. Prima di togliersi la vita, l’uomo aveva scritto un biglietto in cui spiegava la sua estrema scelta con alcuni problemi lavorativi, anche se l’attività non sembrava attraversare difficoltà. (d. p.)

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