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Lo stupratore seriale vuole lo sconto di pena

Bagnoli: violentò due donne, ha chiesto il giudizio abbreviato il profugo 27enne  La vittima più giovane si è allontanata dal paese e non si costituirà parte civile

BAGNOLI DI SOPRA. Resta un incubo la notte dello stupro. Un incubo che non la fa più dormire. Che provoca il riaffiorare di quella terribile esperienza a ogni notizia di violenze o di aggressioni. Che non le dà più pace tanto da essersi allontanata dal paese in cui risiede per recuperare un po’ di serenità, anche a costo di rinunciare a tutelare i propri interessi di vittima. Non si costituirà parte civile la ventenne che, il 9 febbraio tra le vie Toti e Battisti, è stata la prima preda dello stupratore seriale ospite del vicino centro di accoglienza di San Siro, il profugo nigeriano 27enne Jerry Ogboru, un domicilio ancora nella Bassa nonostante sia detenuto nel carcere di Verona. Ben diversa la scelta della seconda vittima (una 40enne aggredita il successivo 17 marzo nella limitrofa via Garibaldi) che si è affidata all’avvocato Nathalie Tomaselli. E che è pronta a costituirsi parte civile nel giudizio abbreviato previsto per il 6 ottobre davanti al gup padovano Domenica Gambardella. A maggio il pm Daniela Randolo aveva già chiuso l’indagine. E, come stabilito dal codice penale, di fronte alla cosiddetta “evidenza della prova” aveva chiesto di processare subito Ogboru (difeso dall’avvocato Luana Francescon). Ma quest’ultimo ha preferito evitare il processo e affrontare il giudizio abbreviato, rito alternativo che per legge va sempre concesso, se richiesto.

Due i vantaggi: da una parte si evitano i “riflettori” perché l’udienza non è pubblica; dall’altra, in caso di condanna, il giudice è obbligato ad applicare lo sconto di un terzo della pena. Condanna scontata. Ma anche riduzione della sanzione d’obbligo, perché così impongono le norme votate dal legislatore. Anche se il profilo genetico delle vittime e del “carnefice” è stato riscontrato su alcuni indumenti. Anche se all’indomani dei due stupri al sospettato sono stati sequestrati i cellulari delle due donne.

«La nostra costituzione di parte civile non è finalizzata al risarcimento anche se una direttiva dell’Unione Europea recepita dall’Italia prevede un fondo di solidarietà per le vittime di violenze se appartenenti a fasce di reddito basse come la mia assistita» spiega l’avvocato Tomaselli, «L’obiettivo primario della signora è che sia fatta giustizia». Peraltro per mesi la 40enne è stata presa d’assalto dall’inviata di un noto talk-show pomeridiano di un’importante emittente nazionale. E ha faticato ancora di più a riprendersi
psicologicamente, pur seguita da un esperto. Per entrambi gli episodi contestati, Ogboru è accusato di violenza sessuale e di rapina aggravate; solo per la seconda aggressione deve rispondere anche di lesioni volontarie (la 40enne aveva riportato le fratture di alcune costole).

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