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Dalla divisa al valzer l’agente Fabrizio è campione italiano

Primo insieme alla moglie alle competizioni di Rimini Dal 2005 è il poliziotto di quartiere della Guizza

Dietro la divisa c’è un brillante ballerino celebrato a Rimini come campione italiano. Fabrizio Quercioli è dal 2005 poliziotto di quartiere alla Guizza, dopo aver indossato per la prima volta la divisa nel 1988. Nel quartiere Sud è un punto di riferimento: fiuto da guardia ma gentilezza da “signore”. Commercianti e abitanti lo considerano ormai un amico.

Qualche anno fa, per far contenta la moglie Maria Antonietta (conosciuta come Marina), ha deciso di iniziare a ballare: valzer viennese, tango, valzer lento (inglese), foxtrot, slow-foxtrot. Un anno fa la danza è diventata per la coppia una vera e propria disciplina sportiva che lo scorso luglio, a Rimini, li ha visti volare nell’olimpo dei migliori: Fabrizio e Marina, volteggiando sulla pista della Fiera di Rimini che ospitare i campionati italiani di danza standard e latino-americano, sono arrivati primi nella loro categoria e sono stati incoronati campioni italiani 2017.

«La vittoria non era davvero prevista», sorride Fabrizio, «a livello regionale avevamo vinto un po’ di gare, ma quando ti metti in gioco con tutta l’Italia (gareggiavano 72 coppie) non sai mai cosa può accadere. E poi io venivo pure da un infortunio. Siamo molto grati alla scuola di ballo che ci ha preparati e ci allena: Universo Danza di Saccolongo e ai maestri Nicola e Cristina Regnoli. Io e mia moglie abbiamo girato parecchie scuole, ma è qui che abbiamo trovato la nostra dimensione».

Diventando una famiglia dai piedi leggeri: oltre a mamma e papà infatti anche la figlia più grande della coppia, 17 anni, ha partecipato ai campionati italiani con il fidanzato e la più giovane, 10 anni, si sta affacciando alla sala da ballo. Del resto con le origini romagnole di Fabrizio e i genitori provetti di folk romagnolo, c’era da immaginarselo che il ballo non sarebbe rimasto a lungo un “semplice” passatempo. Gli allenamenti sono tosti ma ne vale la pena: «Un’ora di lezione alla settimana e tre allenamenti serali da due ore l’uno; poi ci sono le competizioni (un paio al mese) durante l’anno, da settembre fino ai campionati nazionali che si svolgono a luglio». Ballare però non è solo vincere. «È rilassante», rivela il poliziotto della Guizza, «mi permette di staccare dal mio lavoro. Ma significa anche ambiente serio, rigore, disciplina e senza il clima “da stadio” di altri sport. A livello fisico mi mantiene in forma: se devo correre dietro ad un delinquente non gli ballo il valzer, ma di sicuro non mi arrendo per
il fiatone». Durante i campionati svolti a Rimini, sempre proveniente da Universo Danza, hanno primeggiato anche Veronica e Marco, due ragazzi down, arrivati primi nelle paralimpiadi per le danze latino-americane e vice campioni per la danza standard.

Elvira Scigliano

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