Quotidiani locali

Il sindaco: «Rogo alla Prane Design appiccato da intrusi ancora ignoti»

Gli inquirenti ritengono necessario un supplemento d’indagine e informano il primo cittadino di Tombolo  Intanto l’Arpav esclude l’inquinamento dell’aria e dell’acqua, dalle prime stime danni per 300 mila euro

TOMBOLO. Sarà necessario un «supplemento di indagini». Prende sempre più corpo l'ipotesi della natura dolosa dell'incendio che sabato notte ha devastato il capannone della Prane Design, in pieno centro a Tombolo, lungo via Roma. Si tratta di una storica realtà produttiva, che si occupa di costruzione e rivestimenti di divani, sedie e letti, curati con la qualità del made in Italy; l'azienda è di proprietà di Francesco Palliotto, che ha ricevuto il testimone dalla madre, Milena Prane, e che la porta avanti con un paio di dipendenti ed il supporto della famiglia.

«Sono in contatto con l'Arpav, le analisi dei tecnici hanno escluso ogni tipo di inquinamento sia dell'aria che dell'acqua», fa sapere il sindaco di Tombolo, Cristian Andretta, tra i primi ad accorrere sul luogo del rogo e rimasto fino all'alba a seguire le operazioni che hanno visto il coinvolgimento dei pompieri di Cittadella, Padova, Santa Giustina in Colle e Castelfranco Veneto.

Ora si tratta di capire cosa possa aver innescato le fiamme, considerato che l'impianto elettrico era stato staccato: «I vigili del fuoco», spiega il sindaco, «hanno deciso di procedere con un supplemento di indagine. Al loro arrivo, infatti, hanno trovato spalancata la porta sul retro». Un indizio che porta a un legittimo sospetto: qualcuno potrebbe essere entrato, appiccando il fuoco e fuggendo. «Palliotto aveva già dato disdetta dell'affitto, all'interno del capannone c'erano ancora divani e sedie da ufficio che sarebbero state consegnate a breve. Ora la struttura è inagibile, sotto sequestro, e con ogni probabilità bisognerà demolirla», osserva Andretta, che ieri - per motivi di sicurezza - ha disposto con un'ordinanza la chiusura di via Giorgione. «Dobbiamo verificare la staticità di una parete, che risulta avere problemi di tenuta, i tecnici ci dicono che potrebbe crollare e provocare danni». Il capannone era stato danneggiato da un incendio anche 18 anni fa, nella notte fra il 2 e il 3 luglio, e anche allora si ipotizzò che dietro le fiamme ci potesse essere la mano di qualcuno.

«Nel caso sia necessario procedere alla demolizione, la zona diventerà residenziale, la struttura venne edificata negli anni '50. Mi dispiace per il proprietario dell'immobile e per il titolare dell'azienda, sia l'uno che l'altro hanno
subito gravi danni, spero che forze dell'ordine riescano a capire chi sia stato ad appiccare il fuoco». Da chiarire anche l'ammontare dei danni, coperti da assicurazione: secondo le prime stime delle forze dell'ordine si potrebbe parlare di 300 mila euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Padova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista