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Masi si aggiudica il Palio dopo 14 anni

Rocco Betti su O Sole Mio regola tutti. Record negativo di pubblico per una gara caratterizzata da scorrettezze e infortuni

MONTAGNANA. È il Palio dell’assurdo. È il Palio delle scorrettezze. È il Palio senza regole. Lo vince Rocco Betti su O Sole Mio, regalando a Masi una vittoria che mancava dal 2003, dunque da 14 anni. Ma l’immagine che rimane non è quella di un fantino celebrato dai suoi contradaioli (un po’ anche perché le premiazioni, per il primo anno, non si fanno in vallo ma in piazza), bensì un’ambulanza a soccorrere un cavaliere, forze dell’ordine in campo a sedare i bollenti spiriti, pubblico che fischia e più di qualcuno a gridare alla “combine” o a annunciare ricorsi. È spettacolo anche questo, forse non quello che volevano vedere i 1.500 spettatori – record negativo per la manifestazione – arrivati a Montagnana per la giornata clou del Palio dei 10 Comuni.

Le batterie. Prima batteria e primo colpo di scena: il cavallo di Montagnana è troppo agitato e dopo aver disarcionato più di cinque volte il fantino, fa sì che lo stesso cavaliere decida di ritirarsi dalla competizione. L’alfiere di Santa Margherita d’Adige cade alla seconda curva di tramontana. Seconda batteria e prime gravi scorrettezze: i fantini di Saletto e Castelbaldo cadono e additano l’avversario Alessandro Chiti di Casale come principale causa. Tanto che si piazzano in mezzo al vallo e quando Chiti ripassa tentano di tirarlo giù da cavallo. Roba da penale. Chiti resiste e va in finale.

La finale. Servono 58 minuti perché il mossiere – Samuele Boaretti di Stanghella – dia valida la partenza dai quattro termini. Nel frattempo succede di tutto, a partire da quattordici false partenze e sei ammonizioni (tre a Casale e le altre a San Fidenzio, Urbana e Merlara). San Fidenzio, il cui cavallo calcia i “colleghi” rischiando seri ferimenti, viene invitato ad allontanarsi e a fare un giro del vallo per sbollire la tensione, ma il fantino Tiziano Raffero si rifiuta e dopo un’inutile prova di forza viene squalificato. Ma la resistenza continua, tanto che il fidentino si rifiuta persino di abbandonare il vallo e devono intervenire anche le forze dell’ordine, che tuttavia nulla possono essendo una “bega” degli organizzatori, evidentemente imbarazzati. Niente da fare: Raffero resta a cavallo e quando la gara parte – più per stremo generale che per effettiva validità – il fantino si mette persino a ostruire il passaggio dei colleghi. Ne fa le spese “Voragine” Chiti, che per tre quarti di gara domina la corsa ma proprio dopo essere passato accanto a Raffero lamenta un forte dolore alla gamba e rallenta, probabilmente per un calcio del cavallo squalificato. Lo passano all’ultima curva Betti di Masi – che andrà a vincere – e Sebastiano Murtas di Urbana, che non riesce nella rimonta. Il marasma, a questo punto, è massimo: arriva l’ambulanza per soccorrere Chiti (per lui probabile gamba rotta) e c’è un bel daffare per placare gli animi di chi ha visto far beffe del regolamento e della sportività. Nel fuggi-fuggi generale, Betti e Masi festeggeranno poi in piazza Vittorio Emanuele II.

Le altre tenzoni. Oltre alla turbolenta corsa dei cavalli e alla scarsa affluenza ieri c’è stato anche il “debutto” dei blocchi in cemento per scongiurare attacchi terroristici, la tradizionale presenza del sit-in di protesta di 100%animalisti, ma anche la vittoria del giovane idolo di casa Giovanni Valarin nella tenzone
dei gonfalonieri: al fotofinish, il diciottenne la spunta su Merlara e fa trionfare Saletto dopo 19 anni. La tenzone degli arcieri va invece a Santa Margherita d’Adige con Andrea Paganotto (davanti a Merlara e Saletto), mentre il premio “Portamento e comportamento” va a Castelbaldo.

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