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Magazzino distrutto dalle fiamme

Devastata la tappezzeria Prane Design, titolare colto da malore. All’opera decine di pompieri, c’è l’ombra del dolo

TOMBOLO. Un rogo devastante, in pieno centro a Tombolo: un capannone va a fuoco, l’incendio provoca enormi danni e rimane il giallo su cosa possa aver scatenato le fiamme.

Il dramma si è consumato in via Roma, poco prima della mezzanotte di sabato. In paese, in questi giorni si sta svolgendo la sagra paesana, ma alle 23.30 la tranquillità è stata squarciata dalle fiamme alzatesi dallo stabilimento della Prane Design, una storica realtà produttiva, che si occupa di costruzione e rivestimenti di divani, sedie e letti, curati con la qualità del “Made in Italy”.

L’azienda è di proprietà di Francesco Palliotto, che la porta avanti con un paio di dipendenti ed il supporto della famiglia. Scattato l’allarme, i vigili del fuoco di Cittadella sono arrivati dopo pochi minuti, ma ben presto è stato chiaro che erano necessari i rinforzi: la gommapiuma e la tappezzeria brucia a una velocità impressionante, e quindi il fuoco era ovunque, sprigionando temperature altissime.

Autobotti sono accorse da Padova, da Santa Giustina in Colle e da Castelfranco.

«Mi hanno chiamato a casa», racconta la madre del titolare, Milena Prane, che ha fondato l’attività ad inizio degli anni ’80, «Sono corsa subito al capannone ed ho avvisato mio figlio, che proprio domani (oggi, ndr) avrebbe ripreso i lavori dopo la pausa estiva. In queste settimane stava seguendo il trasferimento dell’attività in uno spazio più grande, a San Martino di Lupari». Palliotto era da poco tornato da un matrimonio e in un attimo è giunto al luogo del suo lavoro, dei suoi sacrifici. «Si è sentito male e i carabinieri gli hanno consigliato di affidarsi alle cure dei medici del pronto soccorso che si trovavano lì, era sconvolto». A seguire l’intervento dei vigili del fuoco e i rilievi dei carabinieri è arrivato anche il sindaco di Tombolo, Cristian Andretta, rimasto fino all’alba di ieri. «I pompieri hanno lavorato fino alle 12. 30, controllando i focolai che di volta in volta si riaccendevano. Mi sono sentito anche con i tecnici dell’Arpav per capire se il fumo potesse aver provocato un inquinamento dell’aria, ma sono stato rassicurato, non c’è nessun pericolo». Per precauzione alcune famiglie confinanti con il capannone della Prane Design sono state fatte allontanare; fortunatamente il calore delle fiamme ha provocato all’esterno solo alcuni danni alle persiane di un’abitazione, la cui plastica è colata. «Ringrazio anche i volontari della Protezione civile», aggiunge il sindaco, «che si sono prodigati per la sicurezza e la viabilità». Superata la fase di emergenza resta da capire cosa possa aver scatenato l’incendio che ha devastato gli oltre 300 metri quadrati del capannone: «L’impianto elettrico era staccato, ma non riusciamo a capire perché una porta
sul retro fosse spalancata», osserva la madre del titolare.

Nei prossimi giorni verrà chiarito anche l’ammontare dei danni, coperti da assicurazione: secondo le prime stime delle forze dell’ordine si potrebbe parlare di almeno 300 mila euro.

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