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Casi di epatite in Corso Umberto I: «Non sono io l’untore»

Si difende Alessandro Nardo, il titolare del locale situato al civico 58. E spiega: «C’è stata un’ispezione dell’Usl, non hanno trovato nulla, tant’è che sono aperto»

PADOVA. «Noi non c’entriamo nulla. In centro storico a Padova, a inizio estate, c’è stata un'epidemia di epatite A. Ma che colpa ne ho io?».

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Si difende così Alessandro Nardo, il titolare del bar Bacaro Quadri di via Umberto I. Secondo chi ha contratto in virus è il principale indiziato e non è facile difendersi da una simile accusa. «Non sono io l’untore», sostiene strenuamente il titolare che ora sente il peso delle voci che passano di bocca in bocca.

Al suo fianco e dalla sua parte la madre che, da due anni, lo aiuta nella gestione del bar. «Siamo stati accusati ingiustamente da qualcuno che evidentemente ce l’ha con noi», spiega dispiaciuto Alessandro Nardo.

«Innanzitutto come fanno a dire di essersi presi l’epatite proprio nel mio bar? Potrebbero averla contratta in qualsiasi altro posto. Nel periodo estivo ci hanno spiegato che in città ci sono stati molti casi». Il titolare del Bacaro Quadri, con i tavolini sistemati sotto i portici di via Umberto I, tutti i giorni serve colazioni, pranzi e aperitivi. Non si capacita dell’attacco subito da chi, come lui, lavora nella stessa via e confida di aver passato un brutto periodo proprio a causa di questa voce.

«Non nascondo di essere rimasto turbato quando si è sparsa la voce che diverse persone avevano contratto l’epatite A mangiando tramezzini o panini nel mio bar. Un’illazione che non si fonda su alcuna prova e che non può essere verificata. Non mi era mai capitato di avere problemi con le persone che frequentano il locale e di questo sono mortificato». Il bar per questa ragione ha perso già diversi clienti. «Giustamente chi ha sentito questa storia non è più venuto qua a mangiare. Solo adesso sto cominciando a ingranare nuovamente. Certo una pubblicità del genere, che ripeto è falsa, non mi ha fatto certo bene». Il barista spiega inoltre come abbia ricevuto la visita degli ispettori dell’Usl, che non avrebbero trovato nulla di irregolare o fuori posto.

«Sono venuti nel locale e hanno ispezionato tutto. Non hanno trovato niente che non andasse, nulla fuori posto. È tutto in regola e tutto secondo le norme igienico-sanitarie vigenti. Gli stessi ispettori mi hanno detto di stare tranquillo e io lo sono», continua il titolare del Bacaro Quadri. «Se avessero trovato qualcosa che non andava, mi avrebbero fatto sicuramente chiudere. Ma così non è stato. Non ho abbassato le serrande neppure per un giorno, ho continuato a lavorare con passione, cura e dedizione come ho sempre fatto da due anni a questa parte. Evidentemente problemi non ce ne sono. Ciò che resta e dà fastidio, è la voce di un qualcosa di grave che ingiustamente mi si attribuisce».

Alice Ferretti
 

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