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Anziana abbandonata dimessa dopo 17 mesi

Il Comune anticipa la retta nella struttura protetta ma assieme all’Usl cercherà di recuperare la spesa

PIOVE DI SACCO. Natalina Donolato è stata dimessa dall’ospedale Immacolata Concezione. La donna, che ora ha 85 anni, è stata inserita in una struttura protetta a Padova, gestita dalla Comunità di Sant’Egidio. Entrata in ospedale nel marzo dello scorso anno per un problema cardiaco, Natalina non ne è più uscita perché non aveva più un posto dove andare. La sua vecchia abitazione di Corte non era più agibile e la sua unica figlia, per varie ragioni, non ha ritenuto opportuno ospitarla nella sua casa di Campagna Lupia. In tutto questo tempo (durante il quale si è fratturata anche un femore) Natalina è rimasta nel reparto di Geriatria mentre famiglia, Comune e Usl hanno tentato di trovare invano una soluzione. Il Tribunale ha nominato un amministratore di sostegno che curasse gli interessi dell’anziana. Il Comune per un anno “interverrà economicamente – si legge nella recente delibera di Giunta – in favore della signora non perché la stessa si trovi sprovvista di risorse, ma in quanto in questo momento ne dispone per una minima parte e, per tale motivo, le somme saranno erogate (800 euro mensili) a titolo di prestito. È stato predisposto un atto di accordo per l’erogazione di un contributo di assistenza sociale che prevede l’impegno dell’amministratore di sostegno a iscrivere un’ipoteca a favore del Comune sui beni immobili della signora e di attivarsi per ottenere il versamento degli alimenti a favore della sua amministrata”. «Siamo arrivati a questo» spiega l’assessore Paola Ranzato «grazie anche alla collaborazione dell’amministratore di sostegno e della Comunità. Ci sono stati dei tempi tecnici per definire gli accordi. La nostra parte la stiamo facendo (il Comune integra anche la retta della casa di riposo del marito di Natalina, che è infermo). Ci siamo mossi per tutelare una cittadina con dei criteri però che dovranno salvaguardare anche gli interessi di tutti gli altri». «Una vicenda complessa» ha aggiunto il direttore sanitario dell’Usl 6 Patrizia Benini «che grazie al Comune è stata risolta. Il problema per l’Azienda era quello di avere un posto letto per acuti occupato da una persona che non necessitava di ricovero. Nei mesi scorsi abbiamo avviato le ingiunzioni per il pagamento di quanto dovuto per il soggiorno in ospedale dell’anziana. La cifra è di almeno 40 mila euro, gli ultimi conteggi sono in corso». «Non è vero che ha abbandonato la madre» precisa infine Emanuele Compagno, il legale della figlia «perché è sempre andata a trovarla in ospedale e ad accudirla secondo le proprie possibilità, attivandosi anche per trovare delle soluzioni. Tra le due c’è un rapporto solido. D. L. però ha problemi di salute e già deve accudire
il marito anche lui malato. Non ha ritento ospitare la madre perché non in grado di garantirle l’assistenza costante di cui ha bisogno. Per quanto riguarda le ingiunzioni di pagamento ci opporremmo perché la figlia non è ancora l’erede diretta».

Alessandro Cesarato

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