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Muore a 8 anni, la mamma licenziata per le assenze

Limite superato per seguire la figlia malata: «Lo rifarei, ma non me l’aspettavo»

FOSSÒ . «Aurora era una bambina coraggiosissima, non si è mai lamentata. Diceva di star bene in qualunque situazione: era un esempio per tutti noi». Mamma Valentina non ha quasi più lacrime. Il dolore è ancora fortissimo. Tuttavia cerca ugualmente di trovare da qualche parte dentro di sé parole adeguate per raccontare la sua Aurora, una bimba straordinaria, uccisa a 8 anni da un neuroblastoma contro cui ha lottato ininterrottamente per 4 anni e mezzo.

La famiglia Maniero ha fatto e avrebbe continuato a fare tutto ciò che è umanamente possibile per vedere Aurora sorridere ancora: un giorno in più, tutta la vita. Mettendo a repentaglio qualunque cosa, finanche il posto di lavoro. Valentina, infatti, in queste settimane, oltre al dolore per la perdita di una figlia, ha dovuto digerire anche l’amarezza per il licenziamento dalla pasticceria di Camin dove lavorava da 7 anni, proprio a causa del lungo periodo di congedo che aveva chiesto per stare vicina alla sua Aurora, una bimba insignita del “Premio della Bontà” per un gesto che aveva commosso tutti: tre anni fa, Aurora, di sua spontanea volontà, aveva chiesto ad amici e parenti per il compleanno, di fare delle offerte e non regali. Quel salvadanaio poi lei lo aveva donato a Team for Children.

Sabato scorso i suoi genitori, Mirco e Valentina, si sono sposati proprio perché era il sogno di Aurora: vedere i proprio genitori uniti in matrimonio. «Avevamo pensato di sposarci a settembre» racconta la mamma «ma quando abbiamo capito insieme ai medici che per Aurora tempo non ce n’era più, abbiamo deciso di sposarci a Rovolon con una grande festa. Aurora era felicissima, il suo sorriso ha contagiato tutti. Lei adorava le feste». Mamma Valentina, poi, ricorda l’inizio della malattia e tutte le battaglie fatte insieme. «All’inizio le spiegammo la malattia con una specie di fiaba» racconta. Poi, Aurora ha compreso che non stava bene, ma nonostante tutto, ha sempre voluto andare avanti anche a livello scolastico. Si è sempre impegnata come “volontaria” in prima persona con disegni per l’associazione Team For Children. Era tenace e generosissima e i risultati con il tempo Aurora anche a livello personale li ha sempre ottenuti. «Pur non riuscendo mai a frequentare un anno scolastico» aggiunge la mamma. «A causa delle cure molto pesanti, grazie gli insegnanti che venivano a farle lezione a domicilio e in ospedale, Aurora era addirittura avanti rispetto ai piani scolastici». In questi giorni l’ intero paese si è stretto intorno alla famiglia di Aurora, ma mamma Valentina qualche amarezza ce l’ha. «Purtroppo a causa della condizione in cui mi sono trovata con l’assistenza ad Aurora» spiega, «nei giorni scorsi ho ricevuto la comunicazione del licenziamento dalla pasticceria in cui lavoravo. Niente di paragonabile di fronte alla morte del mio piccolo grande angelo, ma certo non una cosa che mi aspettavo visto ciò che abbiamo e stiamo affrontando. Io e mio marito Mirco invece ringraziamo
la presidente Chiara Girello Azzena del Team For Children per averci aiutato a rendere felice Aurora». Anche il nonno paterno Ruggero che gestisce con la moglie Carla una pizzeria a Fossò è distrutto. «Come va? le chiedevo» spiega il nonno. «Mi diceva sempre: benissimo nonno!».

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