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«Amava la velocità, diceva che sarebbe morto in moto»

La fidanzata di Maurizio Savoldati morto in sella alla sua Suzuki. «Non faceva mai quella strada, mi ha chiamata prima di partire»

PADOVA. «Diceva sempre che sarebbe morto in moto o in auto. Amava la velocità, gli piaceva correre. Mi sento sollevata che non abbia fatto male a nessuno anche se sto tanto male. Non è passato nemmeno un giorno e già sento la sua mancanza». Diana Mihaela Zotta ricorda così il fidanzato Maurizio Savoldati, morto nel tragico incidente stradale accaduto martedì sera in via Caltana a Villanova di Camposampiero.

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Savoldati – che fino a qualche tempo fa abitava con la madre in via Curie, in sella alla sua Suzuki – secondo le testimonianze stava sorpassando la colonna di auto che procedeva da Sant’Andrea di Campodarsego verso Villanova quando si è schiantato addosso alla Clio di un residente mentre svoltava a sinistra per immettersi in via Bollana. L’impatto è stato devastante, sulla carreggiata nessun segno di frenata, Savoldati è morto sul colpo.

L’automobilista, 51 anni, è rimasto gravemente ferito insieme alla madre che trasportava. I due non sono in pericolo di vita. Diana e Maurizio, lei di Campodarsego, 26 anni, geometra, nota come modella ed hostess nonché reginetta di bellezza; 35 lui, di Padova, esperto meccanico e grande appassionato di motori, dipendente della carrozzeria Nuova Milano. Pochi mesi fa la coppia aveva deciso di andare a vivere insieme. L’altro ieri sera Maurizio stava appunto rincasando. Era in sella alla sua moto perché aveva da poco venduto l’auto per comperarne una nuova dove poter trasportare anche Tyson, il suo amstaff, e agganciare un carrello per poter portare la moto nelle varie località dove si svolgono gare. L’incidente ha distrutto il loro futuro. Ieri mattina Diana, accompagnata dalla mamma e dalla sorella di Savoldati, ha raggiunto il luogo del mortale incidente. «Maurizio non faceva mai questa strada» è il suo commento disperato «non ho la minima idea del perché sia passato di qua. Ci eravamo sentiti: 10 minuti e parto, mi aveva assicurato, sarò a casa per le 20, 20.15. Va bene, basta che arrivi prima delle 21 gli ho detto. Sarebbe bastato che avesse preso l’altra strada, sarebbe bastato che non corresse».

Alla carrozzeria Nuova Milano di via Bembo lo conoscevano tutti, dipendenti e clienti. Qui Maurizio Savoldati aveva mosso i suoi primi passi nel mondo del lavoro. Era un ragazzino quando Christian Marchetti, il titolare della carrozzeria, l’aveva preso a lavorare con lui. «Se non contiamo una pausa di qualche anno Maurizio lavorava con noi da più di 10 anni», racconta addolorato Marchetti. «Si può dire che l’abbiamo cresciuto». Alla Nuova Milano la notizia della morte di Maurizio Salvodati è arrivata ieri mattina e ha gettato tutti nello sconforto. «Siamo sconvolti, non abbiamo davvero parole. L’avevamo visto il giorno stesso, aveva finito il turno di lavoro alle 18 e poi era tornato a casa dalla compagna”, continua il proprietario della carrozzeria. «Era un po’ un bulletto, uno che scattava se magari qualcosa non gli andava a genio, insomma aveva il suo caratterino, ma era sicuramente un buono».

(ha collaborato Alice Ferretti)
 

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