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Sbanda con l’auto muore cameriera

Ucraina di 23 anni, terminato il lavoro, era stata con gli amici Viveva a Brugine, giovedì sarebbe stato il suo compleanno

SANT'ANGELO DI PIOVE DI SACCO. Esce di strada, si schianta e perde la vita. Incidente fatale sabato notte per Yuliia Kolotylo, 23 anni, ucraina da qualche anno residente a Brugine in via Argine Destro al civico 87. Avrebbe compiuto 24 anni giovedì. La fuoriuscita si è verificata alle 5.20 sulla Strada statale 516 a Vigorovea. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, il personale medico del 118 e la polizia stradale di Piove di Sacco. Il corpo della ragazza era incastrato tra le lamiere del veicolo. Per lei, nonostante i tentativi di rianimarla, non c’è stato nulla da fare. Yuliia Kolotylo è morta sul colpo. Bloccato per diverse ore il traffico lungo la strada per permettere le operazioni di recupero del mezzo.

Per cause ancora in fase di accertamento la giovane, che rientrava a casa dopo una serata passata forse con gli amici, ha perso il controllo della sua Opel Tigra lungo via Piovese all’altezza dell’ex Mobil Cucina in direzione Padova. La ventitreenne, che aveva staccato a mezzanotte e mezzo il turno al ristorante “Da Amos”, a Piove di Sacco, dove da un paio d’anni lavorava come cameriera, viaggiava sola in auto. Ha percorso una cinquantina di metri con le ruote sul ciglio della strada fino a quando è finita contro la spalletta in cemento del ponte di una abitazione. L’auto a quel punto si è rovesciata su se stessa per carambolare addosso al cancello carraio dell’abitazione al civico 37 di via Piovese. Un malore, una distrazione o forse un colpo di sonno le cause dell’incidente. Al momento nessuna ipotesi viene esclusa. Sull’asfalto non ci sarebbero segni di frenata ma questi potrebbero essere stati cancellati dalla pioggia che, l’altra sera, cadeva copiosa. La dinamica è al vaglio degli inquirenti che confermano una fuoriuscita di strada autonoma. Yuliia viveva con la madre Mariya Gnidan e il compagno della donna, Mirco Tamiazzo. L’uomo, informato della morte della giovane dai carabinieri della compagnia di Piove, è stato colto da malore. È stato Renato Pescarolo che abita lì di fronte con la famiglia a dare l’allarme. «Siamo stati svegliati un botto fortissimo», racconta la moglie «ma scesi in strada non abbiamo visto nulla: qui, lungo questo tratto di strada, l’illuminazione pubblica è carente. Sentivamo solo della musica ad alto volume provenire dall’altra parte della carreggiata. Solo quando ci siamo avvicinati abbiamo capito cosa fosse successo e abbiamo subito chiamato i soccorsi e le forze dell’ordine». Giuliano Gobbin, proprietario dell’abitazione addosso la quale è finita l’auto, non si è accorto di nulla. «Sono stato svegliato dai vigili del fuoco», racconta l’uomo, «sceso in strada ho visto l’auto cappottata
quasi nel giardino di casa. La ragazza era già stata trasportata all’ospedale. Non è la prima volta che vedo incidenti del genere, questo è un rettilineo che porta le auto a correre, fin troppo forse, e a volte si fatica persino a immettersi in strada».

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