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Otto ecocentri chiusi e pulizie interrotte

La crisi di Padova Tre sta creando grossi disagi: stop alle spazzatrici, sfalci del verde sospesi come la raccolta rifiuti in canale

ESTE. Ci sono otto ecocentri rimasti chiusi o comunque aperti a singhiozzo, c’è il mancato spazzamento dei centri storici di Este e Monselice, lo stop alla raccolta dei rifiuti galleggianti di Battaglia Terme e c’è l’interruzione dello sfalcio del verde ad Agna e Due Carrare. La crisi della società Padova Tre si è materializzata nell’ultimo mese in una serie di disservizi che inevitabilmente hanno comportato lamentele da sindaci e cittadini.

La crisi d’impresa in cui versa Padova Tre ha infat ...

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ESTE. Ci sono otto ecocentri rimasti chiusi o comunque aperti a singhiozzo, c’è il mancato spazzamento dei centri storici di Este e Monselice, lo stop alla raccolta dei rifiuti galleggianti di Battaglia Terme e c’è l’interruzione dello sfalcio del verde ad Agna e Due Carrare. La crisi della società Padova Tre si è materializzata nell’ultimo mese in una serie di disservizi che inevitabilmente hanno comportato lamentele da sindaci e cittadini.

La crisi d’impresa in cui versa Padova Tre ha infatti interrotto una serie di servizi che la società gestiva in alcuni comuni della Bassa. Da oltre un mese, ad esempio, a Monselice è venuto meno il servizio giornaliero di spazzamento del centro storico: Padova Tre lo aveva appaltato alla cooperativa Giotto che ci aveva dedicato un operaio, ma dopo mesi di mancati pagamenti la cooperativa ha interrotto l’impegno e ritirato il dipendente. Il Comune, nelle ultime settimane, ha dovuto destinare alla pulizia del centro dei dipendenti comunali.

Stesso discorso per Este, dove l’ente comunale ha dovuto sostituire il servizio continuo con delle giornate di pulizia straordinaria operate da Sesa, concluse peraltro ieri. «Negli ultimi mesi abbiamo sollecitato con numerose email e lettere il Consorzio Padova Sud e la Padova Tre in merito ad alcuni disservizi senza ottenere risposte precise. Quantificheremo i costi dei disservizi affinché non siano i cittadini a dover pagare per una situazione divenuta insostenibile», è la denuncia del sindaco atestino Roberta Gallana. Oggi, invece, la giunta di Monselice dovrebbe approvare un documento che richiede, proprio per i disservizi, la messa in mora di Padova Tre e Consorzio. Le difficoltà di Padova Tre, incapace di impegnare lavoratori o di pagare subappalti, è costata nell’ultimo mese la chiusura totale o parziale degli ecocentri di Anguillara Veneta, Battaglia Terme (dove è stata interrotta la raccolta dei rifiuti galleggianti), Brugine, Codevigo, Pernumia, Pontelongo, Stanghella e Tribano. Alcuni Comuni hanno aperto le strutture con personale proprio, il che equivale a dire che sono stati spesi soldi pubblici per servizi che rientrano già nella tariffa dei rifiuti. Ad Agna e Due Carrare è stato interrotto lo sfalcio del verde, così come sono venute meno alcuni trattamenti di larvicidi e derattizzazioni.

Almeno otto Comuni hanno inviato diffide e lettere di protesta al Consorzio, segnalando la problematica anche alla Prefettura. Alessandro Baldin, presidente del Consorzio Padova Sud, ha risposto con una nota nel quale illustra le responsabilità di Padova Tre ma anche di Sesa, De Vizia e Abaco, le società che compongono l’Ati di cui Padova Tre è mandataria: «C’è un obbligo di responsabilità di tutti i componenti dell’Ati: devono intervenire senza indugio al fine di garantire la continuità di tutti i servizi che Padova Tre non è in grado di svolgere. Il perdurare di tale comportamento omissorio da parte delle mandanti potrebbe in alcuni casi degenerare in possibile emergenza sanitaria». «Prendiamo atto delle richieste del Consorzio ma ribadiamo che la nostra società è già esposta con somme molto importanti (20 milioni di euro, ndr) per servizi effettuati ma mai pagati da Padova Tre» rispondono da Sesa «La società, con spirito di sacrificio, continuerà a garantire i soli servizi essenziali, ma ribadisce con forza la necessità di risolvere la situazione di stallo che si è venuta a creare e i cui disagi rischiano di ricadere sui cittadini. È quindi ormai non più rinviabile l’individuazione di un nuovo soggetto all’interno dell’Ati che assolva alle funzioni di mandataria e provveda senza indugio alla fatturazione delle tariffe, in modo da poter reperire i fondi necessari al pagamento delle aziende che lavorano».

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