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Tari, paga solo la metà degli utenti

Il Consorzio Padova Sud fattura il servizio al posto di Padova Tre: precipitano gli incassi. Entro luglio coperti tutti i Comuni

ESTE. Dopo la prima tranche “sperimentale” che ha interessato tre Comuni pilota, entro questa settimana le bollette per il servizio rifiuti arriveranno alla metà dei Comuni del Consorzio Padova Sud (sono 56 in tutto), tra Bassa padovana e Piovese. Ed entro fine mese sarà completato il primo giro di fatturazioni con i restanti.

Il clima non è dei più favorevoli, posto che le bollette arrivano con sei mesi di ritardo e - espropriata della funzione la morente Padova Tre - emesse dal Consorzio Padova Sud (suo controllore) in assenza però di alcun fondamento giuridico per farlo.A oggi pare che la percentuale di chi ha pagato la bolletta dei rifiuti non superi il 50 per cento. Metà utenze infilano la fattura nel cassetto e la lasciano lì.

Perché? Forse perché hanno visto che finora chi non ha pagato l’ha fatta quasi sempre franca. E sa che - come racconta più di un anno di indagini della guardia di finanza e la fine Padova Tre srl in attesa che venga solo dichiarato il suo fallimento - i soldi dei cittadini sono stati quanto meno mal riposti. Altro non può far pensare una lista di accuse che va dalla truffa all’appropriazione indebita - riferita alla vecchia governance della società e del Consorzio (quella che ruotava attorno a Simone Borile). E pagare, poi, per un servizio che viene effettuato con regolarità dalle società Sesa spa e De Vizia spa - che con Padova Tre e Abaco spa compongono l’Ati che si è aggiudicata la concessione del servizio fino al 2025 - che mandano i loro operai in strada all’alba per raccogliere le immondizie ma che il Consorzio Padova Sud non paga. Replicando, vedi un po’, lo schema che ha portato Padova Tre in passato ad accumulare milioni di debiti. E non è tutto. Dal momento che il Consorzio non ha personale e struttura per farlo, a emettere materialmente le bollette, è stata incaricata - senza che sia stata espletata alcuna gara - la società Tecnodata di Treviso. Quest’ultima, per caso, lavora anche per Sesa spa che da quando Padova Tre ha imboccato il viale del tramonto, ambisce ad accaparrarsi il suo ruolo di capo dell’Ati. Tecnodata è anche quella che nelle prime bollette per il Consorzio ha fatto grossolani errori, come indicare l’Iva al 22 per cento invece che al 10.

C’è poi l’esempio del comune di Piove di Sacco che apre ad altre considerazioni: l’anno scorso a fronte di un piano finanziario di Padova Tre che chiedeva 3 milioni 100 mila euro per il servizio rifiuti - piano che poi si è scoperto essere guastato da aliquote sballate (oggetto dell’esposto alla Procura che ha dato il là all’inchiesta) - Piove ha dato il benservito a Padova Tre affidandosi direttamente a Sesa. La quale ha redatto un piano da 2 milioni 600 mila euro per il medesimo servizio. Significa che prima si chiedeva più di quanto il servizio costasse. E se vale per Piove, facile che valga per altri se non tutti i Comuni. Ma è ancora sui vecchi piani finanziari che si calcolano le bollette perché il Consorzio al 31 marzo quando scadeva il termine, i nuovi non li

ha presentati. E quello che eventualmente viene incassato in più, a chi va? I sindaci sembrano non chiederselo: sembrano invece aver dato una delega in bianco, come ai vecchi tempi, al Consorzio e al suo presidente Alessandro Baldin che, indisturbato, se la canta e se la suona.
 

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