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Guasto al treno aggiustato dagli artigiani dal paese

Il locomotore si blocca nella piccola stazione, il macchinista scende e trova subito chi gli dà una mano: riparata la rottura in soli 20 minuti, il convoglio riparte per Padova

SANTA GIUSTINA IN COLLE. Un guasto improvviso e imprevedibile blocca il treno 5943 alla stazione di Fratte. Il macchinista scende e verifica la rottura di un raccordo del regolatore di pressione: è un problema serio, che impedisce di ripartire. Ci vorranno almeno due ore per recuperare il convoglio. Che intanto, con le sue cinque vetture più il locomotore, 150 metri in tutto, blocca mezzo paese perché la stazione si trova tra una passerella e il passaggio a livello. Francesco Toniato, il macchinista, sa qual è la soluzione, perché sui treni ci sta da ben 37 anni: è uno dei primissimi entrato in Trenitalia con un diploma nel 1980. E poi tante situazioni le ha sentite raccontare dai colleghi. Questa, peraltro, la visse tanti anni fa. Insomma, basta spegnere il locomotore e cercare un tappo per chiudere la perdita d’aria.

«E qui succede l’imprevisto», racconta Toniato. «Almeno 5 o 6 furgoncini di artigiani si avvicinano, si approcciano in maniera cordiale, si rendono disponibili e diventano parte della storia. Chi offre una vite, chi una chiave, chi vuole andare a casa a prendere gli attrezzi e chi, più semplicemente, mi dice “trova il tappo che sotto il treno mi sdraio io, che tu sei in divisa”». Ci vuole un attimo a Toniato per trovare il "tappo" giusto. «Sul marciapiede vicino alla stazione c’era una piantina rinsecchita», continua il macchinista, «ho preso alcuni rametti e con il gruppo di artigiani abbiamo provato e riprovato fino a trovare quello più adatto. Uno di loro si è steso lateralmente al treno per esercitare una maggiore pressione nell’inserire il pezzetto, battendolo con un martelletto per spingerlo».

In 20 minuti la perdita è bloccata, il treno può ripartire lasciandosi dietro una bella scia di umanità. «Anche a pochi mesi dalla pensione rimane l’emozione di un binario che unisce, della solidarietà offerta spontaneamente, di un’umanità che arricchisce la vita, di un’avventura da raccontare», dice Toniato, «Grazie Fratte». E la sua ultima avventura prima della quiescenza Toniato l’ha raccontata sulle news aziendali e sul web, dove l’hanno letta i protagonisti di questa vicenda, alcuni artigiani di Fratte, che la vogliono rendere pubblica. «In quel racconto ci siamo riconosciuti, siamo stati noi a intervenire giovedì 13 luglio», conferma Denis Fabian, che con Livio Dengo e Gianni Tagliacozzi

ha contribuito a risolvere l’avaria. «Imbattermi in loro è stato un colpo di fortuna, si vede che hanno la cultura del fare», commenta commosso Toniato, «hanno fatto talmente un buon lavoro che i nostri tecnici ci hanno messo un po’ per togliere quei 10 centimetri di legno».
 

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