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Bottacin apre i pozzi del Brenta estrarranno 250 litri al secondo 

L’assessore veneto all’ambiente in sopralluogo a Camazzole di Carmignano con il sindaco Bolis Gli ambientalisti: «Il progetto di captazione va bloccato». Sull’opera pesano ancora esposti e ricorsi

CARMIGNANO DI BRENTA. Entro l’estate diventeranno operativi i nuovi pozzi realizzati in Brenta in attuazione del Mosav (Modello strutturale degli acquedotti del Veneto). Preleveranno al massimo 200-250 litri al secondo, ben meno quindi delle temute previsioni (2. 700 l/s), anche se le potenzialità future ci sono. Si è disteso quindi il clima di tensione fra Regione e Comune di Carmignano, capofila degli enti rivieraschi. Ieri mattina l’assessore regionale all’ambiente e alla difesa del suolo, Gianpaolo Bottacin, ha effettuato un sopralluogo ai lavori dei pozzi a Carmignano, accompagnato dal sindaco Alessandro Bolis.

«Il dialogo che si sta instaurando è positivo», precisa Bolis, «È la prima volta che l’assessore Bottacin fa visita al territorio e l’occasione è stata preziosa per far toccare con mano i problemi isdrogeologici legati ai prelievi e le potenzialità turistiche della risorsa acqua. Ha anche assicurato il partenariato regionale al progetto Brenta Life 2020 con l’impegno di valorizzare l’area. Due ore di sopralluogo molto positive. Prima di tutto per quanto riguarda la quantità di prelievo che è scesa a massimo 250 litri e poi per la garanzia del rispetto dell’accordo di programma che peraltro è in scadenza, soprattutto sugli aspetti della tutela della falda». «Abbiamo avuto un utile confronto», spiega l’assessore Bottacin, «per remare tutti in un’unica direzione. I pozzi di Carmignano rappresentano uno dei punti cardine del modello strutturale degli acquedotti del Veneto, fondamentali per attingere l’acqua che verrà poi portata nelle zone che ne abbisognano in termini di qualità e quantità. Stiamo parlando di un sistema acquedottistico importantissimo e fondamentale per ridurre anche i costosi sistemi che attualmente rendono potabile l’acqua del fiume Adige. I pozzi di Carmignano, a pieno regime, potranno infatti estrarre 950 litri al secondo di acqua in aggiunta agli 800 che vengono già estratti dagli anni’80. Entro l’estate potremmo essere operativi con i primi nuovi pozzi ». Sulla realizzazione di nuovi pozzi si sono sempre opposti i comitati Gruppo Ambiente di Carmignano, Giù le mani dal Brenta e Brentana Guardiana, guidati da Giuliano Basso e Paolo Rigon, raccogliendo oltre 7.000 firme e firmando due esposti al Ministero all’Ambiente per dire che «il progetto di captazione va bloccato». È tuttora in piedi anche un ricorso del Comune di Carmignano al Tribunale superiore delle Acque (il precedente era già stato “vinto” con il ritiro da parte della Regione). «Non abbiamo affrontato questo tema», riferisce il sindaco Bolis,
«Assieme a 17 sindaci ho fatto richiesta all’Ato di destinare l’avanzo di amministrazione di 250.000 euro per uno studio fatto dal Cnr su tre direttive: i livelli quantitativi della falda, il bilancio idrico ed il flusso minimo vitale. Siamo fiduciosi. »

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