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Giordani e Lorenzoni: due torri per l'ospedale in via Giustiniani 

La proposta di Giordani e Lorenzoni: «Realizzabile in dieci anni e con un costo di 200 milioni. Da Bitonci solo bugie»

PADOVA. Un ospedale nuovo realizzato in via Giustiniani, due torri (una medica e l’altra chirurgica), 1.400 posti letto, 2 mila nuovi parcheggi, e un costo di 200 milioni. Sergio Giordani e Arturo Lorenzoni svelano le carte rendendo pubblico uno studio di fattibilità per il nuovo su vecchio. Anche se «è solo una proposta, la decisione finale le prenderemo assieme agli enti interessati», chiariscono. «C’è un candidato che vuole spendere 600 milioni per la follia di San Lazzaro. E avere così due ospedali a Padova. Quanta confusione! Vuole una medicina di serie A e una di serie B?», attacca l’imprenditore.

«L’ospedale è parte di un ecosistema urbano. Lo spostamento provocherebbe danni gravissimi», aggiunge il professore. Un tandem, quello tra Giordani e Lorenzoni, che appare sempre più affiatato: «Più tardi andremo ad occupare case. E poi tutti al centro sociale», ironizzano in coppia contro le accuse di estremismo che arrivano dal rivale Massimo Bitonci: «Ma vi pare una persona seria uno che cerca di dipingere gli avversari come estremisti dicendo una marea di bugie?».

Lo studio di fattibilità. «Abbiamo realizzato un documento con tecnici competenti. La conclusione è chiara: l’ospedale nuovo si può fare lì dov’è. Bitonci adesso basta dire bugie», attacca Lorenzoni. «Noi siamo qui per confrontarci e mettiamo sul tavolo una proposta», chiarisce Giordani. «L’Università ha fissato dei criteri irrinunciabili. Lo studio dimostra che sono tutti accoglibili anche in via Giustiniani», aggiunge il docente del Bo.

Ma cosa prevede lo studio? La creazione di due torri, una medica e una chirurgica, unite da una piastra. Poi la razionalizzazione dei flussi e degli accessi nell’area attuale con la distinzione tra l’ospedale per gli acuti e le strutture per il territorio. E ancora: «L’aggregazione delle funzioni per macro-aree in base a un gradiente di intensità della cura».


L’edificio volano e il campus. «Non c’è il rischio di un cantiere permanente accanto alle sale in cui i medici operano?», chiediamo ai due candidati. «No, la funzionalità sarà garantita da un edificio “volano” dove trasferire temporaneamente le funzioni sanitarie dei padiglioni che verranno via via demoliti – risponde Lorenzoni – Può trovare posto nell’area oggi usata per le centrali tecnologiche dal lato dell’obitorio. Una volta finiti i lavori del nuovo ospedale l’edificio “volano” diventerà il campus universitario». Una soluzione che permetterebbe così di gestire la logistica dei lavori senza disagi.

I parcheggi e la viabilità. «Questo progetto prevede la possibilità di 2 mila nuovi posti auto, con due nuovi silos e un parcheggio a raso. Posti per dipendenti, medici e visitatori – ha aggiunto Giordani – Anche se la nostra idea della mobilità è più intelligente e moderna. Perciò potenzieremo i bus con il ritorno del Diretto Piazze e altre linee che porteranno i cittadini in ospedale». Non è prevista la chiusura di via Giustiniani, ma la possibilità di costruire una piastra sopraelevata per unire le due aree dell’ospedale. «Invece è ipotizzabile la chiusura di via Corrado», dice Lorenzoni.

I costi ridotti e i tempi. «In questi anni ho letto di un ospedale che costava più di un miliardo di euro, poi 800 milioni, oggi si parla di 600. Ma questo progetto è realizzabile con 200, senza project né mutui. È conveniente anche per la Regione», sottolinea Giordani. Ed è già pronto anche il cronoprogramma: entro 10 anni (nel primo trimestre del 2027) Padova potrebbe avere un ospedale completamente nuovo.


 

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