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I visi di Gloria e Marco nel cuore degli inglesi

Molte le loro foto con dediche e messaggi che tappezzano Latimer Road: «Spero che siate in vacanza», «Ora siete angeli», «Italia orgogliosa di voi»

LONDRA. Rimarranno qui per sempre, abbracciati, con i loro sorrisi immortalati sui manifesti di cui ora è tappezzata Latimer Road. «Siete l’Italia di cui siamo orgogliosi», è la dedica lasciata nel muro del pianto creato ai piedi della gigantesca bara verticale. Il palazzo del terrore è lì, con la sua morte e i suoi silenzi. E i corpi di Marco Gottardi e Gloria Trevisan giacciono nell’appartamento al ventitreesimo piano, o forse sulla tromba delle scale per un ultimo disperato tentativo di fuggire al fumo e al fuoco della Grenfell Tower. Le famiglie attendono che pompieri e polizia mettano piede per la prima volta ai piani più alti del palazzo, ora ridotto a una spettrale costruzione fatta di muri anneriti, cenere e scheletri di elettrodomestici. 

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«Spero siate in vacanza», scrive Michele sulla stampa della foto appoggiata alla parete della chiesa metodista di Notting Hill. «Ora siete angeli. Rip», altro tributo in un manifesto poco lontano. E loro, i fidanzati di Camposampiero e San Stino di Livenza, si abbracciano e sorridono come testimonia la foto scattata all’inizio della loro nuova vita a Londra. Ci sono i cori gospel delle donne africane che fanno da colonna sonora al sabato mattina di Latimer Road.
 
Rogo di Londra, Gloria e Marco dall'Italia in Uk per trovare lavoro Gloria Trevisan e Marco Gottardi, dispersi nel rogo di un grattacielo a Londra, si erano trasferiti in Uk nel marzo 2017 e avevano già trovato un lavoro e un mini-appartamento in subaffitto. Erano lì perché non avevano trovato lavoro in Italia e volevano aiutare le loro famiglie. La rabbia dei genitori di lei: "Che paese quello che allontana i suoi ragazzi e gli offre solo elemosina?" (a cura di Andrea Scutellà)
 
A pochi isolati di distanza, migliaia di turisti affollano il mercatino di Portobello Road, con le ville dei ricchi, le residenze delle star, le auto di lusso parcheggiate in strada. E’ la duplice anima di un quartiere che ora si sente ferito dalle contraddizioni che l’hanno finora animato. I ricchi che vivono sulle spalle dei poveri. “Profits of Misery”, il profitto della miseria, come titola il Daily Mail in una inchiesta che inchioda Robert Black, manager della Kctmo (Kensington and Chelsea Tenant Management Organisation), e il suo team.
 
Un’inchiesta giornalistica del giornale britannico svela come i costruttori milionari abbiano scelto rivestimenti infiammabili risparmiando così 6.250 sterline nei lavori di ristrutturazione della torre in cui vivevano quasi 500 famiglie. Appena 7000 euro in grado però di produrre un disastro di questa portata, 30 morti finora accertati e una stima che minaccia di salire ancora e ancora, finoa cento e più. Affitti pagati a peso d’oro, da mille sterline al mese in su, per avere pochi metri quadrati nella maggior parte dei casi con contratti di subaffitto. Marco e Gloria si erano dovuti adattare. La Londra per tutti è questa, non certo quella dei petrolieri, dei finanzieri e degli immobiliaristi. 
 
Era un crocevia di sogni e speranze questo palazzo di 24 piani eretto in mezzo alle villette a schiera inglesi di Holland Park e Notting Hill. Il sogno di Gloria era quello di salvare mamma e papà dal destino della loro casa all’asta. Con la sua laurea in Architettura in tasca aveva scelto Londra perché qui è ancora possibile trovare contratti di lavoro dignitosi, con salari nemmeno paragonabili a quelli italiani. I due fidanzati veneti avevano scelto la Grenfell Tower per il costo tutto sommato accessibile ma anche per la posizione e per il panorama mozzafiato, vista celebrata ancora oggi sul profilo Instagram della giovane di Camposampiero. “Glo_trevi” è la bacheca virtuale dove stanno arrivando messaggi da tutto il mondo. Oltre un migliaio nell’ultima foto, che ritrae la giovane con il fidanzato e un amico. Altri 900 “mi piace” per l’arcobaleno immortalato sullo skyline di Londra. 
 
Londra, il racconto di una donna di Vicenza che vive vicino al luogo della tragedia Londra, il racconto di una donna di Vicenza che vive vicino al luogo della tragedia. (video di Enrico Ferro)
 
Il miraggio della loro salvezza è durato appena qualche ora. Le ultime telefonate di Gloria alla mamma inchiodano le famiglie dei due ragazzi a un terribile destino. Ora servono pazienza, calma e competenza per seguire un’indagine che si preannuncia complessa. Ci sono i poveri resti da recuperare e riportare in Italia per una degna sepoltura. Ma ci sono tante altre circostanze da chiarire, a partire dalle questioni di pura medicina legale. Di tutto questo si sta occupando l’avvocato Maria Cristina Sandrin, legale di fiducia della famiglia Trevisan. «Nessuno è ancora salito fino al ventitreesimo piano perché temono sia pericolante. Non appena lo faranno saremo avvisati», si limita a dire.
 
Belli, giovani, con il futuro in mano. Nessuno sa se il loro sogno era rimanere lì per sempre. Di certo i loro sorrisi continueranno a commuovere a lungo dalle parti di Latimer Road. 
 
La veglia di preghiera per Gloria e Marco Il parroco di Camposampiero annuncia dall'altare che i due giovanni fidanzati sono stati ufficialmente dichiarati morti e invita comunità e famiglie a pregare per loro
 
"Nessuna speranza che Gloria e Marco siano ancora vivi" L'avvocato di famiglia della padovana Gloria Trevisan: "Ho ascoltato le registrazioni dell'ultima chiamata ai genitori. I ragazzi erano a Londra per trovare un futuro e aiutare la famiglia"
 
 

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