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la città archeologica

In giro per Patavium con i visori in 3D e Tito Livio a fianco

Una guida ai reperti romani tra i musei, i siti e il teatro sommerso in Prato. Venerdì la presentazione pubblica

PADOVA. Sono passati più di duemila anni da quando “Livius noster” girava per le strade della natìa Patavium. Padova che quest’anno per la ricorrenza (Tito Livio morì nel 17 d.C.), mettendo assieme le forze di Università, Sovrintendenza, Musei Civici, Comune, ha organizzato molte celebrazioni, da quelle per addetti ai lavori ad altre ad approccio divulgativo.

Intanto una guida su “Padova, la città di Tito Livio” a cura di Jacopo Bonetto, direttore del Dipartimento Beni culturali e archeologici dell’Università assieme a Elena Pettenò della Sovrintendenza e a Francesca Veronese dei Musei Civici. E poi, una sorpresa. Ovvero i visori per la realtà aumentata che consentiranno di fare un salto indietro di duemila anni e ritrovarsi a passeggiare per la Patavium ai tempi di Tito Livio, lo storico autore dei 142 libri (ce ne sono pervenuti 35) che compongono “Ab urbe condita”, la storia di Roma scritta in omaggio all’imperatore Augusto di cui Livius era amico.

I visori rimarranno a disposizione del pubblico nel cantiere archeologico che sarà aperto il 3 luglio (fino al 5 agosto) nell’Isola Memmia del Prato dove la canaletta verrà parzialmente svuotata e 25 archeologi, guidati da Bonetto, studieranno una parte (quella verso via Belludi) del sottostante teatro romano Zairo.

Durante il periodo degli scavi ci saranno esperti in loco a disposizione dei padovani che volessero spiegazioni e approfondimenti. Per inciso, il teatro Zairo verrà studiato e misurato per la prima volta, verranno messi in luce ottanta metri di grandi murature a sostegno delle gradinate a semicerchio, verrà usato un drone per le misurazioni dall’alto e un laser scanner per quelle dal basso.

Risultato, un rilievo tridimensionale preciso nei dettagli. O quasi. Tornando al “Patavium virtual tour” (a cura di Bonetto, Arturo Zara e Alberto Vigoni), i visori saranno sempre disponibili, a partire da ottobre, nei Musei Eremitani e in Sovrintendenza (via Aquileia) il 23 e 24 settembre in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio.

Sarà emozionante immaginarsi camminare al fianco dell’austero Titus tra le domus ricche di affreschi colorati e mosaici della Patavium opulentissima urbs , andare a teatro allo Zairo a vedere l’ultima commedia di Plauto oppure optare per i giochi gladiatorii all’arena (in via Garibaldi): schiavi contro schiavi o contro fiere, niente happy end perché lo spettacolo finiva con qualcuno fatto a pezzi.

Passando per il porto fluviale sul Medoacus

che scorreva lungo l’attuale riviera Ponti Romani e attraversarne i ponti in pietra (come il San Lorenzo, ancora visibile anche senza virtualità in 3D). Il tutto sarà presentato venerdì 23 giugno alle 12 nella sala del Romanino, ai Musei Eremitani, durante un incontro aperto al pubblico.

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