Quotidiani locali

Trasporto pubblico, maxi gara al bivio 

Mercoledì incontro decisivo: serve l’ultimo ok all’unanimità di Provincia e Comune. Pesa l’incognita delle elezioni

La strada che porta alla gara europea per l’affidamento del trasporto pubblico locale (Tpl) arriva a un bivio. Mercoledì prossimo, a Palazzo Santo Stefano, i rappresentanti di Provincia e Comune sono chiamati ad approvare l’adozione del progetto di gara del nuovo servizio Tpl del bacino provinciale. Si tratta, in teoria, dell’ultima convocazione dell’ente di governo (dove Comune e Provincia sono soci paritari) prima della pubblicazione di un bando di gara che, solo per quanto riguarda i contributi regionali, vale più di 300 milioni nell’arco di nove anni.
Il bivio. La gara, dopo un percorso decisamente accidentato, arriva quindi al rush finale. Tutta la documentazione necessaria è pronta, serve l’ultimo via libera che deve arrivare, però, all’unanimità. La Provincia non ha tentennamenti, si tratta di capire quale sarà la scelta del commissario straordinario Paolo De Biagi il quale, essendo prossimo all’addio, potrebbe anche decidere di lasciare la firma decisiva al futuro sindaco. Il tempo, però, non è una variabile ininfluente. Se mercoledì dovesse arrivare un’approvazione all’unanimità il bando di gara europeo potrebbe essere pubblicato prima dell’estate. Diversamente, complice l’insediamento della nuova giunta comunale, i tempi rischiano di allungarsi. Il problema è che il servizio andrebbe affidato con gara europea e poi attivato dal primo gennaio 2018. Data sulla quale ci sono gli occhi puntati dell’Antitrust e della Commissione europea.
Le proroghe. Come noto, infatti, sui ritardi nell’espletamento della gara l’Antitrust, il 15 giugno 2016, ha avviato un'istruttoria nei confronti del Comune attraverso la sua controllata Aps Holding che controlla il 45% di Busitalia Veneto. Ovvero dell’attuale gestore del servizio di trasporto pubblico locale. Questo perché nel comportamento della partecipata pubblica – e anche di Busitalia Veneto, in realtà, che poi si è prontamente messa in ordine – secondo l’Autorità c’era «il rischio di un danno grave e irreparabile alla concorrenza su un mercato rilevante». In pratica, era stata ravvisata «l’esplicita volontà» di Aps Holding «di ritardare la gara». Dopo gli impegni assunti da Comune e Busitalia Veneto ad accelerare l’iter (inviando i documenti necessari e più volti richiesti dalla Provincia) il commissario prefettizio Michele Penta aveva deliberato la prosecuzione del servizio con Busitalia Veneto di almeno un anno. Prosecuzione, quindi, che scadrà alla fine di quest’anno. Sia l’Athority italiana sia quella Ue aspettano al varco: ulteriori proroghe del servizio sono vietate.
Il bando. I documenti necessari sono, ora, arrivati e pronti per essere trasformati in bando di gara. Contributi regionali, incasso da biglietti e abbonamenti, contributi per l’ammodernamento dei bus, tipo del servizio, tariffe e piano economico-finanziario sono stati messi nero su bianco. Serve l’ultima firma, però. Secondo prime indiscrezioni l’integrazione strutturale fra servizio extraurbano e urbano, almeno per un primo periodo, non dovrebbe portare a un aumento delle tariffe di biglietti e abbonamenti. Non la pensa così l’attuale gestore, Busitalia Veneto, che ha ipotizzato due scenari di integrazione del servizio e relative perdite da integrazione. Il primo prevede l’individuazione di due zone tariffarie (Comune e anello dei 12 Comuni di prima cintura); il secondo a tre zone con la parte del Comune di Abano confinante con Padova fino alla frazione di Giarre e le località di San Lorenzo e Villa Rigoni nella seconda zona e una terza zona comprendente il resto del Comune di Abano (fra cui l’abitato principale) e quelli di Montegrotto
e Torreglia. In entrambi i casi, dice Busitalia Veneto, l’introduzione del sistema tariffario integrato comporterà delle perdite da clienti e da contributi di enti che verranno meno a fronte dei quali si renderà necessario un aumento delle tariffe.
m.marian@mattinopadova. it

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