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Contro il disagio giovanile Piove propone il PatroDay 

Cantiere d’attività per ragazzi dai 12 ai 17 anni promosso da parrocchie e Comune Il patronato visto come un luogo di incontro, di ritrovo e di crescita educativa

PIOVE DI SACCO. Un cantiere di idee e attività per ragazze e ragazzi dai 12 ai 17 anni. Si chiama “PatroDay” il progetto proposto per i prossimi mesi dall’Unità pastorale (a cui fanno parte le parrocchie del Duomo, Madonna delle Grazie, Piovega Santa Maria Assunta, Sant’Anna e San Paterniano) e che sarà realizzato in collaborazione con l’associazione Oragiovane Onlus. Grazie al sostegno del Comune, che condivide con il progetto la realizzazione di servizi a sostegno dei ragazzi e della gioventù, per contrastare il disagio giovanile, la devianza minorile e per garantire uno sviluppo armonico della personalità del giovane, sono state pianificate attività ed iniziative volte in particolare alla formazione di giovani e adulti nei diversi contesti parrocchiali.
La creazione del gruppo “Il cantiere delle idee”, che vede la partecipazione di esponenti giovani e adulti delle diverse realtà parrocchiali, ha incentivato l’articolazione di alcune proposte per valorizzare il patronato come contesto educativo e come possibilità per bambini e ragazzi di riconoscere un luogo di ritrovo ove passare il proprio tempo libero.
Tra le tante attività il progetto promuove un pomeriggio (il venerdì dalle 16 alle 19) con la presenza fissa di un educatore negli spazi del patronato del Duomo, domeniche di animazione per bambini, giovani e famiglie, varie serate estive con il coinvolgimento delle varie parrocchie. «L’amministrazione», spiega l’assessore al Sociale Paola Ranzato, «crede fortemente in questo progetto che si rivolge in modo assoluto alla fascia dei giovani, dedicando loro spazi, attività e attenzione. Si tratta di una collaborazione importante, iniziata con la decisione di dedicare il fondo del 5xmille del sociale in un’attività condivisa con un altro soggetto importantissimo sul territorio, l’Unità pastorale. Si comincerà con una serie di attività sperimentali che troveranno poi continuità e applicazione in tutte le parrocchie, luoghi di incontro che saranno aperti a tutti, in un’ottica di piena
inclusione. Il cantiere sta lavorando, coinvolgendo i nostri ragazzi. La nostra idea è che debba crescere e condividere le buone pratiche che emergeranno anche con altre realtà. Questo è anche un invito ai ragazzi e ai loro genitori a venire a conoscere questa nuova esperienza di incontro».

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