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Stalking e maltrattamenti escalation nel Padovano

Il 2016 è stato un anno nero: 70 casi di botte in famiglia e 27 violenze sessuali. L’appello dei carabinieri: «Denunciate ai nostri comandanti di stazione»

PADOVA. La definizione è fredda e asettica: “reati di genere”. È un grande insieme che include però quanto di più odioso può accedere tra le mura domestiche o nell’ambito di una relazione sentimentale. C’è lo stalking, ci sono i maltrattamenti in famiglia, le violenze sessuali, gli atti violenti legati alle discriminazioni. Le forze dell’ordine le catalogano così, annotando ogni anno questi tristi numeri. Perché dietro ogni numero c’è una storia ma soprattutto un’esistenza segnata.

Purtroppo il trend segna una impennata dei reati nella provincia di Padova. Analizzando l’ultimo quadriennio si scopre che il 2016 è stato l’anno nero dei cosiddetti “reati di genere”: 48 casi di stalking, 79 maltrattamenti in famiglia, 27 violenze sessuali e 7 violenze su minori. E i primi mesi del 2017 lasciano presagire un trend tutto sommato identico: ci sono già 20 casi di stalking, 17 maltrattamenti in famiglia e 8 violenze sessuali.

Tuttavia c’è anche un altro risvolto della medaglia, ed è quello che fa ben sperare. Se un tempo certi incubi venivano vissuti in silenzio oggi non è più così. Il grande lavoro che si è fatto in questi anni per sensibilizzare tutti al tema ha contribuito ad aumentare in modo esponenziale il numero delle denunce presentate. Dal comando provinciale dei carabinieri di Padova parte un invito forte e chiaro: «Denunciate questi comportamenti. Confidatevi con i comandanti di stazione». Il colonnello Stefano Iasson ci crede.

Ci crede al punto da aver chiesto ai suoi uomini tutti i numeri sui “reati di genere”. Quelli complessivi e quelli estrapolati nelle Compagnie di Abano, Piove di Sacco, Cittadella e Este. Si scopre così che nel territorio di Abano, nel 2016, ci sono stati 13 maltrattamenti in famiglia, il doppio rispetto ai 6 di Cittadella. Il triplo in confronto ai 4 a Este. Per non parlare dei 2 di Piove. Per quel che riguarda invece gli “atti persecutori” è il territorio di Este a segnare il numero più alto: 10 nel 2016 (4 a Cittadella, 3 ad Abano, 2 a Piove). I numeri di Padova-città, ovviamente, sovrastano qualsiasi altra statistica: 54 maltrattamenti in famiglia, 29 atti persecutori, 15 violenze sessuali.

A questo si contrappone l’attività dei carabinieri, sempre più capillare proprio grazie alle antenne alte sul territorio. Negli ultimi quattro anni ben 78 persone sono finite in carcere e 357 sono state denunciate a piede libero per questi reati.

I comandanti di stazione, i sottufficiali che costituiscono la “spina dorsale” dell’Arma, hanno frequentato anche corsi appositi per trattare questo genere di situazioni. Nel Nucleo investigativo provinciale, invece, esiste una sezione apposita che tratta solo questi reati. Poi c’è tutto un lavoro sotterraneo di passaggio di informazioni con i centri antiviolenza. Una sinergia strategica che ha contribuito ad alzare notevolmente i numeri di chi denuncia. In passato molte di queste storie di violenza, umiliazione e prevaricazione, rimanevano sepolte da ansie e paure. Oggi no.

«Noi non saremo contenti finché le statistiche non si azzereranno» evidenzia il colonnello Iasson. «Per noi è una battaglia, non meno importante di quella che combattiamo contro ladri e rapinatori».

e.ferro@mattinopadova.it

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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