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«Ditemi come è morto il mio adorato Riccardo»

Il giovane di 29 anni venne trovato senza vita nel reparto di Psichiatria. La madre lancia un appello attraverso il “mattino”: «Ora vogliamo la verità»

«L’abbiamo affidato all’ospedale e ce l’hanno restituito cadavere. Ma quel che è peggio, è che ancora non sappiamo perché è morto nostro figlio». Bruna riesce a malapena a trattenere le lacrime mentre guarda una foto del suo Riccardo. Un figlio meraviglioso che poi, a un certo punto, si è perso a causa di una forte dipendenza da farmaci.

Il 12 gennaio 2016 era stato ricoverato in Psichiatria per un trattamento sanitario obbligatorio ma il giorno 25 dello stesso mese l’hanno trovato senza vita in un letto del reparto. Suicidio per cocktail di farmaci, è stata la diagnosi. «Ma noi non ci crediamo e vogliamo la verità. Abbiamo ordinato una perizia medico-legale e da 15 mesi stiamo attendendo l’esito» spiega la mamma.

È la triste storia di Riccardo Munari, che proprio nella giornata di ieri avrebbe compiuto 31 anni. La famiglia ha comprato una pagina intera de il mattino per far vedere a tutto il volto sorridente del suo ragazzo e per lanciare un appello. Sulla pagina campeggiano la foto a colori del giovane e una dedica: “Una vita spezzata, ancora privi di una vera spiegazione”.

L’ipotesi al centro dell’inchiesta aperta dalla Procura è quella di un’assunzione eccessiva di farmaci con l’intento di togliersi la vita. «Era lì da 13 giorni quando ci hanno telefonato dicendo che era deceduto» racconta mamma Bruna. «La magistratura sta conducendo le indagini ma ancora non sappiamo niente. Sono state compiute perizie medico-legali, autopsie ma non abbiamo notizie».

Appena appreso del decesso i familiari erano accorsi in ospedale per vedere il corpo di Riccardo. «Non presentava lividi o segni di maltrattamento. Il fatto che però non ci siano ancora spiegazioni sulle cause del decesso è un dolore che si è aggiunto ad un altro dolore. Era affidato alle loro cure ma ce l’hanno restituito morto».

Il ragazzo, ex liceale del Cornaro, studente di Filosofia all’Università, negli ultimi anni aveva avuto qualche problema. Alcuni conflitti interiori ne avevano compromesso l’equilibrio. «Lo stavamo curando, gli siamo sempre stati vicini» ricorda la madre. «Io ne sono certa, Riccardo non voleva morire. Dunque qualcuno mi dovrà spiegare cosa è successo in quel reparto dell’ospedale. Non voglio accusare nessuno, non punto il dito contro questo o quello. Voglio solo la verità. Abbiamo comprato una pagina di giornale semplicemente per chiedere la verità. Credo sia legittimo per una famiglia che piange

un figlio morto a 29 anni». A questo punto non resta che attendere l’esito degli accertamenti fatti dalla Procura in seguito alla morte avvenuta in un reparto d’ospedale che dovrebbe essere anche un ambiente protetto.

e.ferro@mattinopadova.it

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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