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Alcoltest inattendibile, scooterista assolto

Monselice, era finito contro una rotonda in sella al suo scooter: la difesa l'ha spuntata

MONSELICE. Era finito contro una rotonda in sella al suo scooter Kymco People alle 5 e 20 di mattina del 3 settembre 2013 a Due Carrare.

La pattuglia intervenuta lo aveva accompagnato al Pronto soccorso dell’ospedale di Schiavonia per sottoporlo ad alcoltest. L’esito era già una “condanna”: 2.73 grammi di alcol per litro di sangue. Così un 39enne di Abano Terme, ora cameriere in un locale a Parigi, è finito indagato per guida in stato di ebbrezza aggravata.

Al processo, premessa capovolta: accogliendo la richiesta della difesa (il professor Alberto Berardi e l’avvocato Cesare Zulian) il giudice di Padova Antonella Salvagno ha pronunciato una sentenza di assoluzione “perché il fatto non è previsto dalla legge come reato”. Una sentenza che tiene conto della richiesta del pm Sergio Dini, sulla stessa linea.

La difesa ha dimostrato, documenti alla mano, che non era attendibile sul piano medico-legale la metodica utilizzata per misurare il tasso di alcol del motociclista. I difensori hanno chiamato in aula il consulente Roberto Rondinelli, medico legale che ha spiegato come il metodo enzimatico sul siero (una parte del sangue) impiegato per l’esame, pur avendo valore sul piano terapeutico a fini diagnostici (il medico ha bisogno di un risultato rapido per intervenire, pur se impreciso), non è altrettanto valido sotto il profilo medico legale. Il motivo? Registra una percentuale di errore alta. E l’accertamento della responsabilità penale necessita di certezze. Una “lettura” che emerge dalle linee guida stilate dal dottor Fabio Manoni, direttore del Dipartimento Area Servizi di Diagnosi e Cura dell’ Usl Euganea.

Linee secondo le quali il dosaggio della concentrazione di alcol etilico nel sangue (il metodo enzimatico sul siero) va bene se eseguito per finalità cliniche, ma non è da considerarsi valido ai fini medico legali. Il metodo forense, ha sostenuto il consulente, impone un’analisi di tutto il sangue (non solo del siero): potenzialmente l’imputato avrebbe potuto presentare una concentrazione tra 0.7 e 0.8 grammi di alcol per litro di sangue,

un tasso di alcolemia sanzionabile solo da un punto di vista amministrativo e non penalmente perseguibile. Da qui l’assoluzione di fronte a un test che aveva dato un risultato pesante per il motociclista, ma è risultato inattendibile. Patente sospesa e già restituita.

 

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