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Padova, in aereo "schiacciato" dal vicino oversize, nessun rimborso

A chiederlo alla Emirates l'avvocato Giorgio Destro che ha volato scomodamente per 9 ore

PADOVA. «La nostra Economy Class non scende a compromessi» insiste la pubblicità della compagnia aerea Emirates. Eppure nessun risarcimento per l'avvocato padovano Giorgio Destro che il 2 luglio 2016, per 9 ore, era stato costretto a volare da Venezia a Città del Capo, via Dubai, schiacciato da un vicino di poltrona oversize, taglia ben sopra la media in altezza e larghezza.

Bocciata la richiesta di un ristoro pari a 2759,51 euro, somma modesta reclamata per affermare un valore di principio a tutela del cliente. Peggio: il legale è stato pure condannato a pagare le spese legali alla compagnia aerea (700 euro oltre a Iva).

La sentenza è stata pronunciata dal giudice di pace di Padova Renata Zaffanella secondo la quale «il mero disagio o fastidio non costituisce un danno risarcibile» e, in questo caso, «si è trattato di un mero del tutto tollerabile e marginale fastidio».

Poco importa che il biglietto aereo fosse stato profumatamente pagato (759,51 euro). E che pure il responsabile della cabina avesse riconosciuto l’evidente scomoda situazione di fronte al passeggero. Il giudice fa riferimento a «una soglia minima di tollerabilità» che «trova fondamento nel dovere di solidarietà».

E aggiunge: «Va tenuto conto che la compagnia Emirates non può certo conoscere la corporatura di ogni passeggero... La società ha adempiuto compiutamente alla sua obbligazione portando regolarmente e nei tempi stabiliti il passeggero a destinazione».

In quale modo? L’avvocato Destro lo aveva rammentato all’epoca della segnalazione del fatto sia alla compagnia che nell’atto di citazione: «Non avevo alternative: o stare in piedi per tutto il volo oppure occupare a momenti alterni un sedile assegnato alle hostess quando fossero impegnate nei servizi di ristorazione dei passeggeri...

Nella fase finale del volo ho dovuto rassegnarmi a subire lo "straripamento" del

passeggero al mio lato». Ma l’avvocato-passeggero non si sta. E non ha intenzione di rassegnarsi a nome dei tanti utenti che volano e, per farlo, comprano il biglietto, pagando un servizio. «Per quanto mi riguarda non ho intenzione di mollare. E proporrò appello».

Cristina Genesin

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