Quotidiani locali

Chef e disabili con le mani in pasta

All’istituto Manfredini di Este il laboratorio che insegna l’arte di fare i dolci

ESTE. Istituto Manfredini, al via la seconda edizione del laboratorio di pasticceria che permette di scoprire il sapore "dolce" dell'amicizia: ogni martedì, per otto settimane di fila, una decina di coppie formate da volontari e ragazzi disabili sono impegnate a sperimentare l'arte di fare i dolci con mestoli, grembiuli e tanti sorrisi. Il progetto, ideato da un gruppo informale di giovani del territorio, è finanziato dall'assessorato alle Politiche Giovanili di Monselice nell'ambito del bando "Abbiamo idee frizzanti".

«Dopo la prima esperienza positiva del laboratorio che si è tenuto l'anno scorso a Campagne Saline, un agriturismo di Sant'Elena», spiega Chiara Destro, una delle organizzatrici, «esperienza culminata nell'uscita collettiva alla manifestazione "Gelato in festa" di Longarone e una cena condivisa, abbiamo deciso di rimetterci in gioco al Manfredini, dove è presente una cucina ben attrezzata, per creare nuovi rapporti di amicizia. I disabili provengono dalle file della cooperativa Giovani e amici e dalle associazioni Adi Down, Girotondo e Anffas Monselice e sono tutti impegnati, tra il lavoro ai centri diurni e la partecipazione a vari progetti, in percorsi che sono tesi alla loro autonomia e al loro inserimento nella collettività. Alcuni sono inseriti nei Gruppi Appartamento di Terrazza Padovana e di Monselice».

Dopo la calorosa accoglienza dell'educatrice Emanuela Ramanzin del Progetto Giovani del Comune di Monselice, che ha stimolato, tramite una presentazione individuale, la conoscenza tra i due gruppi, è stato il turno dei disabili che hanno scelto, prendendoli per mano, i propri "compagni" di cucina. «Cerchiamo di tenere gruppi ristretti di persone», spiega Chiara Destro, «in modo da stimolare la rotazione delle coppie: così ci si conosce tutti». A impartire la prima lezione, dedicata ai muffins alle mele, lo chef Valentina Raffagnato, figlia del titolare dello storico ristorantino bar Venier di Baone, diplomata all'Alberghiero. Le coppie, con le mani letteralmente in pasta, erano bellissime a vedersi: mentre con la frusta si mescolavano le uova, il burro e la farina, c'erano scambi di battute e racconti

condivisi. Si scoprono così gli interessi delle persone, si fa gruppo. Alla fine della lezione, che vede ogni volta un mastro pasticcere diverso (molti dell'anno scorso hanno dato di nuovo disponibilità), si procede alla pulizia dei locali e si portano a casa i dolci.

 

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