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«Padova, la Città della Speranza resti fuori dalla politica»

L’appello dell’ex sindaco Giustina Destro dopo il sostegno di Masello alla Lega A rischio le donazioni del 5 per mille: «Al centro ci sia solo il futuro dei bambini»

PADOVA. «Trascinare la Città della Speranza in campagna elettorale è una sconfitta per tutti». A molti non è piaciuta la presenza di Franco Masello, presidente della fondazione benefica, accanto all’ex sindaco Massimo Bitonci sabato scorso al Pedrocchi in un’iniziativa per sostenere la costruzione della nuova Pediatria in via Giustiniani. Un’iniziativa prettamente elettorale, rilanciata dai social del candidato leghista, con tanto di spillette e gadget elettorali. Oltre a Bitonci c’era un altro esponente del Carroccio Fabrizio Boron, presidente della commissione regionale sanità, e l’immunologa e vicepresidente del Vimm Antonella Viola. Quest’ultima presenza ha provocato qualche irritazione al Bo. Ma è la discesa in campo della Città della Speranza a scandalizzare, per di più dopo una settimana di polemiche seguite alle dimissioni del direttore generale Stefano Bellon. «Come tantissimi altri ho sempre sostenuto la Fondazione città della Speranza, credo che per quello che rappresenta e per gli scopi che si prefigge sia indispensabile tenere sempre e comunque fuori realtà come questa dalle strumentalizzazioni di parte di una campagna elettorale – ragiona l’ex sindaco – Una realtà che negli anni ha avuto tanti sostegni anche da parte di autorevoli attori pubblici o collegati al pubblico. Questo suggerisce maggior equilibrio».

Tra l’altro le simpatie leghiste del presidente Masello mettono a rischio la reputazione della Città della Speranza, che dalle donazioni dei contribuenti con il “cinque per mille” ricava una grossa fetta di sostegno: sulle dichiarazioni 2014 ha ottenuto 43.674 firme per un totale di 1.344.626 euro. Il rischio è di perdere sottoscrittori e donazioni. Da qui l’appello di Giustina Destro, che da sindaco in più occasioni sostenne l’ente benefico come quando nel 2002 accompagnò in visita dai ricercatori la moglie del presidente

Ciampi: «Spero che la Città della Speranza resti un patrimonio di tutti senza colore e senza cappelli – afferma – Spero che al centro restino sempre i bambini, che non scivolino sullo sfondo gli scopi originari in favore di visioni di parte. Altrimenti sarebbe una sconfitta per tutti».

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