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«AcegasApsAmga, da gennaio autisti senza assistenza»

Padova, Bolzonella (Fiadel): «Partono all’alba, ma l’officina meccanica apre alle 7.30: il nostro fiore all’occhiello è stato smantellato»

PADOVA. «Solo 15 giorni fa avevamo detto al direttore, il quale aveva preso nota, che non si poteva lasciare che l’officina meccanica aprisse alle 7.30, quando ci sono molti mezzi che escono di primo mattino. Chi ha dei problemi prima di partire dal deposito non ha alcuna assistenza.

Solitamente un dipendente che prende un camion, che non è quello che usa abitualmente, riceveva un’assistenza utile, un “rinfrescatina” sui comandi. Ma dal primo dell’anno l’officina non apre più alle 5 e sono molti i camion che escono a quell’ora». Pasquale Bolzonella della Fiadel, una vita passata in azienda e un impegno in Aps che continua ancora, è addolorato e amareggiato dall’incidente che è costato la vita al cinquantasettenne Massimo Bettini. L’uomo venerdì stava andando per la sua strada al Centro Meccanizzato delle Poste a Camin, dove lavorava, quando una sbarra di ferro che usciva dal camion dell’Aps (condotto da D.Q. di Piove di Sacco, dipendente da 5 anni dell’azienda) gli ha sventrato la cappotta della Nissan Juke, uccidendolo sul colpo.

«Il camion in questione, ce n’è uno uguale in magazzino, ha all’incirca vent’anni e non veniva usato per il “ragno” (il braccio meccanico, ndr), ma solo per caricare e scaricare i cassoni, in gergo era “scarrabile”», aggiunge Bolzonella. «La gru con il terminale “ragno” poteva benissimo essere tolta. La staffa per stabilizzarlo a terra, che è uscita accidentalmente provocando la tragedia, veniva estratta manualmente ed era fermata da una «spina» (una barra metallica che attraversa la staffa e il suo contenitore, bloccandola): il pezzo di ferro evidentemente non c’era o era rotto. Entro breve concorderemo una riunione, vogliamo essere vicini alla famiglia del lavoratore e comunque l’azienda ci deve ascoltare di più.

L’officina meccanica era il nostro fiore all’occhiello, fino a 7-8 anni ci fa ci lavoravano 40 addetti, tra meccanici, carpentieri, battilamiera e manutentori. Tutti lavoratori bravi e preparati. Man mano che molti sono andati in pensione il servizio è stato smantellato e ora l’officina è composta da pochi addetti e tutto viene dato in appalto. Proprio quel camion era appena rientrato da un’officina per una manutenzione generale. Da quando l’azienda è entrata sotto il controllo Hera si esternalizzano molti servizi, anche l’asporto rifiuti in periferia, e si punta sulle cooperative: in alcuni casi ne risente la qualità».

«C’è un’inchiesta in corso che accerterà tutto, ma mi sento di dire che l’autista dell’Aps non abbia colpe particolari nella dinamiche dell’incidente. L’azienda ha cambiato gli orari dell’officina e l’accordo sindacale è che sono sperimentali, noi avevamo chiesto che venisse anticipata l’apertura, anche se ovviamente non potremo mai sapere se questo avrebbe evitato una simile tragedia», aggiunge Enrico Ciligot, segretario

della Funzione Pubblica della Cgil.

«Da quanto ci risulta l’Aps effettua controlli dei mezzi anche quando rientrano da manutenzioni esterne, e voglio credere che sia stato fatto anche in quel caso. Ora bisognerà vedere perché è saltata la spina che teneva ancorata la staffa».

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