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Sos da Caselle: «Invasi dalle nutrie»

I roditori ormai scorrazzano indisturbati nei giardini delle case, si teme diventino aggressivi e pericolosi

SELVAZZANO. Nel quartiere di Caselle le nutrie pascolano in tutta tranquillità sull'erba, nei giardini delle abitazioni. I residenti del rione, soprattutto coloro che abitano a ridosso dello scolo Lazzaretto che taglia in due la zona residenziale, sono allarmati perché temono che i grossi roditori possano far del male alle persone, soprattutto ai bambini che giocano nei parchi.

«Escono a tutte le ore del giorno, negli ultimi tempi si sono moltiplicate a dismisura», afferma Maurizio Biondo, che abita in via Caselle. «Stanno creando danni alle sponde del Lazzaretto e degli altri scoli che confluiscono verso lo Storta in via Pelosa, il fiumiciattolo che va a scaricare sull'impianto idrovoro di Brentelle. Oltre ai danni al sistema idraulico, sono diventate un serio pericolo per le persone, perché hanno raggiunto un numero difficile da tenere sotto controllo e per di più si sono fatte domestiche e non hanno paura della presenza dell'uomo».

Prato della Valle: nutria a sorpresa nell'Isola Memmia Prato della Valle, Isola Memmia: una grossa nutria sguazza indisturbata nella canaletta. Un lettore, Davide Forin, l'ha filmata.

L'emergenza nutrie nel territorio del comune di Selvazzano, dove la presenza degli scoli d'acqua è significativa, non c'è solo nel quartiere di Caselle. In un terreno agricolo lungo via Bibano, la strada che collega la provinciale Pelosa con il ponte della Libertà di Selvazzano, sono diventate un'attrattiva per gli automobilisti che si fermano a fotografarle. Il controllo di questo roditore originario del Sud America, non essendo considerato fauna selvatica ma "specie nociva", in base al piano regionale spetta ai Comuni, alle Provincie e ai Consorzi di bonifica e ai proprietari dei fondi. In merito a questi ultimi il Tar del Veneto, nel settembre 2016, ha annullato la delibera del comune di Due Carrare che autorizzava ad intervenire i titolari dei fondi agricoli mediante la cattura con gabbie.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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