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Donna aggredita a Bagnoli, si indaga per tentata violenza sessuale

La Procura della Repubblica ha disposto il sequestro della bicicletta e del berretto del fuggitivo: si cercherà di identificarlo a partire dal dna

BAGNOLI. La Procura della Repubblica di Padova ha aperto un'inchiesta per tentata violenza sessuale relativamente all'aggressione subita venerdì sera da una donna a Bagnoli, non lontano dal campo di accoglienza profughi.

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Il fascicolo è affidato al pubblico ministero Daniela Randolo, che ha disposto il sequestro della bicicletta abbandonata dall'aggressore e dal cappellino perso dallo stesso nella fuga. Saranno sottoposti ad esame per eventuali tracce di dna da confrontare  con la banca dati delle forze di polizia. 

Non sono semplici le indagini delle forze dell'ordine. La donna, una quarantenne del posto, ha denunciato di essere stata assalita alle 20 da un uomo di colore e ha detto che si è trattato di un tentativo di stupro, cui è riuscita a sottrarsi divincolandosi e sfuggendo alla presa del bruto. Ma non ci sono molti altri elementi per arrivare a indentificare il ricercato.

Bagnoli, manifestazione di protesta dopo la tentata violenza sessuale Trecento persone domenica mattina alla manifestazione per chiedere la chiusura degli hub per profughi come quello di Bagnoli, nel Padovano, dopo la tentata violenza sessuale ai danni di una donna del posto da parte di uno straniero, ancora ricercato. Hanno parlato i sindaci di Bagnoli, Agna e Cona (video Nicola Cesaro) LEGGI L'ARTICOLO

Intanto ieri si è svolta una manifestazione di protesta di esponenti della Lega Nord, sindaci e cittadini che chiedono senza mezzi termini la chiusura del centro di accoglienza migranti di Bagnoli, giudicato da tempo una polveriera minacciosa per la sicurezza e l'ordine pubblico.

La manifestazione di protesta
La manifestazione di protesta

Sul caso si registra anche un intervento del senatore Antonio De Poli, dell'Udc. «Stiamo dalla parte dei sindaci e delle comunità che esprimono preoccupazione e chiedono sicurezza. Quanto è accaduto a Bagnoli è grave per due ordini di motivi: perché la violenza ha come vittima una donna e poi perché, purtroppo, l'episodio accaduto arriva dopo altri segnali di allarme che sono stati sottovalutati».

«Chiedo al ministro dell'Interno Marco Minniti - continua De Poli - di riferire in aula su quanto è accaduto». Quanto ai precedenti «segnali d'allarme» , il senatore Udc fa riferimento «alle molestie ricevute dalle operatrici del centro di accoglienza e il giro di prostituzione scoperto di recente che vedeva protagonisti alcuni rifugiati».

 

 

 

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