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Serra per la droga nel ripostiglio

Coltivava la marijuana in casa, in manette l’operaio-spacciatore di Abano

ABANO TERME. Scoperto un altro coltivatore di marijuana. Si tratta del quinto arresto in poche settimane messo a segno dai carabinieri della stazione di Ponte San Nicolò nell'ambito di un'intesa attività di contrasto al fenomeno della diffusione di stupefacenti portata avanti dalla compagnia di Piove di Sacco.

Questa volta il blitz è scattato nell'abitazione di Stefano Zorzi, un operaio di 42 anni residente a Cavalese (Tn), ma domiciliato in città. Sabato scorso i militari sono stati impegn ...

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ABANO TERME. Scoperto un altro coltivatore di marijuana. Si tratta del quinto arresto in poche settimane messo a segno dai carabinieri della stazione di Ponte San Nicolò nell'ambito di un'intesa attività di contrasto al fenomeno della diffusione di stupefacenti portata avanti dalla compagnia di Piove di Sacco.

Questa volta il blitz è scattato nell'abitazione di Stefano Zorzi, un operaio di 42 anni residente a Cavalese (Tn), ma domiciliato in città. Sabato scorso i militari sono stati impegnati in una capillare perquisizione della sua abitazione rinvenendo, all'interno di un ripostiglio, una vera e propria serra allestita per la coltivazione della marijuana, corredata di un apposito impianto di illuminazione a luce alogena, nella quale crescevano rigogliose ben tredici piante di canapa indiana.

Sono stati trovati anche 270 grammi di marijuana già essiccata, 15 grammi di hashish e un bilancino di precisione. Un'attività ben avviata e organizzata nei minimi dettagli. I carabinieri hanno sequestrato anche 250 euro in contati, ritenuti frutto della vendita illecita della droga. Tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio i carabinieri, nell'ambito della stessa indagine, avevano già tratto in arresto per detenzione e coltivazione di sostanze stupefacenti due insospettabili coppie di conviventi, tutti incensurati. Anche nelle loro abitazioni, a Saonara e a Vigonza, erano state smantellate delle serre artigianali e sequestrate diverse piante in coltivazione. Zorzi, dopo essere stato portato in caserma, è stato quindi accompagnato alla propria abitazione, in regime di arresti domiciliari, come disposto dal pubblico ministero puntualmente informato dell'esito delle operazioni.

Alessandro Cesarato