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Il sindaco scrive a Trump: «Salva la Riello»

Il primo cittadino di Piombino Dese chiuede aiuto al presidente degli Usa: «Ferma la multinazionale Utc che vuol chiudere lo stabilimento»

PIOMBINO DESE. «Caro Trump ti scrivo». Il sindaco di Piombino Dese, Pierluigi Cagnin, ha inviato ieri una mail alla Casa Bianca per chiedere al presidente Usa Donald Trump un suo autorevole intervento per far recedere la multinazionale statunitense Utc dalla decisione di chiudere lo stabilimento locale della Riello. «L’America per la nostra gente rappresenta ancora la potenza amica», scrive Cagnin, «Purtroppo oggi, qui da noi l’America rischia di diventare come l’ape della famosa poesia che “si posa sul bocciolo ne succhia il nettare e se ne va” lasciando nell’angoscia intere famiglie».

L’attacco della missiva è confidenziale. «Dear Mr President», è l’incipit di Cagnin, «mi permetto di darti del tu non per mancanza di rispetto istituzionale ma semplicemente per colleganza di funzioni. Siamo infatti entrambi amministratori della cosa pubblica anche se tu guidi la prima potenza mondiale ed io un piccolo comune italiano». Il sindaco ricorda al “collega” come, nella recente campagna presidenziale americana, per affrontare la crisi economica che colpisce ampie fasce della popolazione statunitense, abbia coniato il motto «prima gli americani».

«Hai lanciato un messaggio forte alle aziende made in Usa che, nel mercato globalizzato, hanno deciso di delocalizzare la produzione facendo perdere posti di lavoro ai cittadini americani». continua Cagnin, «Il messaggio si può così riassumere: o ritornate a produrre in casa, dando lavoro agli americani, oppure vi renderò la vita molto dura. Ebbene, se il nuovo corso della politica economica americana è quello da te proclamato i signori della Utc stanno agendo in senso palesemente contrario: se bisogna favorire gli americani in America ne deriva, per logica conseguenza, che bisogna favorire gli italiani in Italia. O sbaglio?»

Il sindaco non manca di stigmatizzare il comportamento della United Technologies Corporation del Connecticut. «A distanza di pochi mesi dall’acquisto la Utc ha deciso di chiudere lo storico stabilimento di Piombino Dese, Comune che amministro, licenziando ben 48 dipendenti su 72. Scelta questa non necessitata da cali di produzione ma da logiche sanguisughe di mero profitto», va giù duro. E ricorda che il valore del marchio Riello, così appetito dai statunitensi, è il frutto di decenni di lavoro di tanti uomini e donne che hanno speso, senza risparmio, le loro energie, capacità e competenze. «A Piombino Dese, tra l’altro, si trova il laboratorio di progettazione e sviluppo che serve l’intero gruppo e fu l’amministrazione comunale nel 1959 ad attrarre questa azienda regalandole un terreno di 27.000

metri quadri e garantendo, in aggiunta, la derivazione dentro gli stabilimenti della locale linea ferroviaria», ricorda Cagnin. Che conclude con un invito a «tirare le orecchie ai tuoi potenti connazionali che perseguono una politica indegna degli Usa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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