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L’auto piomba nel fiume poliziotto muore annegato

Rincasava dal turno di notte, forse ha avuto un malore o un colpo di sonno

PONTELONGO. Filippo Mabea aveva compiuto 44 anni lo scorso 2 novembre. Era un poliziotto esemplare della sezione scientifica di Padova. Era anche un marito affettuoso e un papà amorevole. Ieri mattina, mentre stava smontando dal turno di notte, con la sua auto è finito nelle gelide e torbide acque del fiume Bacchiglione. Per lui non c'è stato nulla da fare. I sommozzatori dei vigili del fuoco non hanno potuto fare altro che recuperare la salma rimasta intrappolata nel veicolo.

Una morte assurda. Una fine inspiegabile e inaccettabile, quella di Mabea. Una tragedia per la sua famiglia e non solo. Lascia la moglie Milena Perini e i figli di sette e cinque anni. Con loro abitava a Correzzola, proprio nel centro della frazione di Villa del Bosco, dove tra l'altro era nato e cresciuto. L'incidente mortale intorno alle 7.30 di ieri in via Roma, la strada arginale che da Bovolenta porta a Pontelongo costeggiando l’argine sinistro del Bacchiglione. Per cause ancora tutte al vaglio degli inquirenti, l'Opel Corsa di colore bianco condotta dal polizotto è improvvisamente uscita di strada, correndo giù lungo l'argine e finendo in acqua prima di sprofondare irrimediabilmente. Prima un volo lungo una discesa interminabile, quindi un tuffo impressionante nel letto del fiume, con il veicolo arrivato quasi in mezzo al grande e profondo corso d'acqua.

La ricostruzione del dramma. Le ipotesi più attendibili formulate subito dopo l'accaduto fanno ritenere che la disgrazia sia da attribuirsi a un colpo di sonno o a un malore fatale Ad accorgersi dell'auto che stava finendo in canale sono stati alcuni automobilisti, che hanno subito chiamato i soccorsi. Un altro automobilista, che sopraggiungeva alle spalle della vittima, avrebbe visto il veicolo uscire di strada senza neppure frenare. Tutto dovrà essere chiarito in fase di indagine.

I soccorsi. Insieme ai vigili del fuoco sono arrivati anche i sommozzatori, che sono scesi in acqua per tentare un disperato salvataggio dell'uomo. Il tratto stradale, per permettere le operazioni, è stato chiuso al traffico, con la Polizia locale e i carabinieri che hanno deviato i mezzi su una viabilità alternativa. Sul ponte che attraversa il fiume all'altezza del municipio molte persone si sono fermate per assistere sconsolate alle operazioni di soccorso.

La moglie. «Filippo mi ha telefonato alle 7.20», racconta la moglie Milena, «dicendomi che sarebbe arrivato a casa nel giro di un quarto d'ora. Non vedendolo rientrare, ho provato a richiamarlo, ma il telefono ha continuato a suonare a vuoto». Quando il destino si accanisce, non risparmia nulla e nessuno. Mai avrebbe pensato che quella sarebbe stata l'ultima volte che avrebbe sentito la sua voce. Milena Perini è un medico del lavoro. Ieri mattina aveva un appuntamento in municipio proprio a Pontelongo. Così, dopo essersi preparata, non vedendo arrivare il marito ha portato uno dei figli, colpito da un male di stagione, a casa della suocera, e l'altro a scuola. A recuperarli, come era capitato tante volte, ci avrebbe poi pensato il papà che stava tornando a casa.

L’atroce sorpresa. Quando, verso le 8.30, Milena è arrivata a Pontelongo, la strada arginale nei pressi del municipio era già stata chiusa e interdetta al transito. Vigili del fuoco e carabinieri erano in fermento. «Ho avuto un tuffo al cuore», ha svelato con tristezza. «Ho capito tutto subito». Davanti ai suoi occhi l'Opel Corsa, la sua Opel Corsa, è stata recuperata dal fondo del Bacchiglione. A lei, spettatrice inconsapevole di una scena che mai avrebbe voluto vivere e vedere, è spettato lo straziante compito di riconoscere il marito nel corpo senza vita estratto dall’abitacolo e dargli un nome. Le operazioni di recupero del corpo e dell'auto sono durate tutta la mattinata. I vigili del fuoco hanno lavorato senza sosta per diverse ore.

Il fratello. Sul luogo dell'incidente è arrivato anche Alessandro Mabea, fratello minore di Filippo, anch'egli poliziotto. I carabinieri hanno nel frattempo effettuato tutti i rilievi. Nel frattempo molti colleghi di Filippo, chi in divisa chi in borghese, hanno voluto portare il loro sostegno al fratello e collega direttamente sul posto.

Le indagini. Sulla salma di Filippo Mabea è stata disposta l'autopsia per chiarire quali siano state le cause

del decesso. È annegato oppure, quando è piombato con l’auto in acqua, qualcosa era già successo? Intanto, rispettando le sue disposizioni testamentali, sono state donate le cornee. Fino alla fine, e anche oltre, Filippo ha saputo essere un esempio di generosità.

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