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Arredamento devastato alla ricerca di soldi e ori

È inagibile l’abitazione dei coniugi Pevarella a Masi, sequestrati per un’ora e rapinati da tre banditi che hanno aperto, spostato e persino rotto i mobili

MASI. Non sanno se e quando faranno ritorno nella loro casa i due ultraottantenni tenuti in ostaggio per un'ora da una banda di malviventi. Troppo grande lo choc per i coniugi, Bruno Pevarella e Velia Correzzola, rispettivamente 84 e 83 anni, immobilizzati alle sedie della loro cucina, paralizzati dal terrore mentre i tre delinquenti sfasciavano la loro casa. Non ce la fanno a rimettere piede nelle stanze dove hanno trascorso quella sera da paura e, anche se volessero, comunque non riuscirebbero ad entrare nella loro abitazione, una semplice villetta a due piani in via Este, in pieno centro. Sarebbe aggiungere dolore ad altro dolore trovarsi di fronte alla devastazione in ogni stanza. I tre delinquenti hanno buttato all'aria qualsiasi cosa, aperto ogni cassetto e armadio, addirittura distrutto dei mobili. Chi è entrato in casa confida che il pavimento nemmeno si vede, coperto da vestiti, oggetti in frantumi e tutto ciò che fino a venerdì sera giaceva ordinato a proprio posto. «La casa è devastata» racconta la figlia «non so nemmeno io quando riusciremo a riportarla in condizioni di poter essere nuovamente abitata. Non ho mai visto una cosa simile, non hanno tralasciato nulla, hanno rovistato perfino nel sottoscala e distrutto dei mobili». Bruno e Velia non dimenticheranno mai quella interminabile ora in balìa dei loro rapinatori, con il terrore che potessero fare loro del male, come purtroppo è successo ad altri anziani, a pochi chilometri di distanza. Nessuno avrebbe potuto sentirli, nessuno sarebbe accorso in loro aiuto, nonostante l'abitazione si trovi in centro a Masi. I malviventi, tre uomini sembra dell'Est Europa, hanno potuto agire indisturbati e anche quando hanno gettato a terra un mobile nessuno dei vicini si è insospettito. Se ne sono andati dopo le 21.30, con qualche centinaio di euro in contanti, un cellulare e alcuni gioielli, lasciando i due anziani legati alle sedie. Illesi ma spaventati a morte. Con pazienza Bruno è riuscito a liberarsi dal nastro adesivo e a soccorrere anche la moglie, per poi dare l'allarme.

Mentre i due coniugi stanno cercando di trovare la serenità in casa dei familiari, i carabinieri della compagnia di Este proseguono le indagini per risalire alla banda di malviventi. In zona non ci sono telecamere di videosorveglianza e pare che nessuno abbia notato alcunché di strano. I coniugi conducevano una vita tranquilla, racconta chi li conosce, e di certo non ostentavano ricchezza né avevano atteggiamenti tali da far pensare che in casa potessero custodire chissà quali oggetti di valore o denaro in quantità. Negli ultimi giorni né Bruno né la moglie Velia avevano notato qualcosa di strano e nemmeno ricevuto delle visite inaspettate. Pare che nessuno sconosciuto si sia presentato davanti al loro cancello nell'ultimo periodo. Nè il paese è stato ultimamente preso di mira dai ladri. Solamente una segnalazione di uno sconosciuto intercettato qualche giorno fa in centro, ma niente di più. «Ci siamo organizzati con un gruppo WhatsApp» spiega il sindaco Cosimo Galassini «al quale aderiscono circa 200 persone. Qualche giorno fa qualcuno ha raccontato di aver notato un uomo in bicicletta, che sembrava si aggirasse con fare sospetto. Ma poi nient'altro. Non ho ancora

incontrato Velia e Bruno, che peraltro conosco molto bene e con il quale ho condiviso alcune passioni sportive. Volevo lasciar passar passare qualche giorno. In questo momento hanno solo bisogno di recuperare un po' di tranquillità in compagnia dei loro cari».

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