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Assalto in pieno centro coppia di anziani legata

Tre banditi dell’Est rovesciano l’intera abitazione in cerca di valori

MASI. Il municipio è ad appena 160 metri. La chiesa solo poco più in là, a 180. Il primo esercizio pubblico, un ristorante-pizzeria, è a meno di 90 metri. Il campo sportivo confina con il giardino. E la loro abitazione si trova nella provinciale più trafficata della zona, la 91 Moceniga che porta verso Badia Polesine. Ma questo non è bastato a risparmiare a Bruno Pevarella e Velia Correzzola, 84 e 83 anni,una serata di terrore. Una mezz’ora a tu per tu con tre rapinatori, che li hanno addirittura legati alle sedie e che hanno ripulito la loro abitazione di via Este 46. Una villetta in pieno centro del paese, con altre famiglie confinanti su ogni lato. Una di quelle in cui si può pensare di essere al sicuro. Tanto più a sera appena inoltrata, quando c’è ancora abbastanza vita per le strade del paese.

Invece alle 20 di giovedì Bruno e Velia – ex impresario lui e da sempre casalinga lei, oggi entrambi in pensione – si sono visti piombare in casa tre uomini con il volto coperto e con intenzioni tutt’altro che bonarie. Marito e moglie si trovavano in cucina e stavano per terminare la cena. Di lì a poco, probabilmente, si sarebbero accomodati in salotto per godersi Sanremo alla televisione, come fanno in queste sere milioni di famiglie italiane. I ladri sono entrati nella proprietà dei Pevarella probabilmente attraverso il retro, il giardino che confina con il campo sportivo. Entrare in casa è stato ancora più facile: la porta in vetro che dà sulla provinciale non era chiusa a chiave, pare perché pochi minuti prima i due avevano ricevuto la visita di un vicino. I tre malviventi si sono presentati con il volto opportunamente coperto. Secondo il racconto delle due vittime, i banditi hanno utilizzato delle sciarpe per occultare la loro fisionomia. Bruno e Velia avrebbero inoltre riferito ai carabinieri che il terzetto parlava con un accento spiccatamente dell’Est Europeo. I tre hanno subito fatto capire il motivo della “visita”: ai due padroni di casa hanno infatti intimato di non urlare e di indicare i punti in cui erano custoditi contanti e oggetti preziosi. Un membro della banda ha provveduto a immobilizzare i due ultraottantenni utilizzando del nastro da pacchi trasparente. Seduti sulle sedie delle cucine, a Bruno e Velia sono stati legati ai polsi. La banda ha quindi messo sottosopra l’intero appartamento, meticolosamente. Un mobile è stato fatto volare a terra – ed è veramente strano che il botto non sia stato avvertito all’esterno – e cassetti e scaffali sono stati passati al setaccio con foga e perizia. Alla fine i rapinatori sono riusciti a mettere le mani su 200 euro in contanti, un telefono cellulare e alcuni gioielli il cui valore non è stato ancora quantificato.

Bruno Pevarella è riuscito a liberarsi dalla morsa dello scotch in qualche decina di minuti, dopo che i banditi se n’erano andati. Dopo aver ridato la libertà alla moglie ha quindi chiesto l’intervento dei carabinieri. In via Este sono arrivati i militari di Castelbaldo e quello del Radiomobile. Con la luce del mattino sono quindi arrivati per i rilievi gli uomini dell’aliquota operativa, inviati a cercare ogni indizio possa servire a dare un volto ai tre malviventi. Sui due anziani non è stata usata alcuna violenza – non fosse per l’utilizzo dello scotch – ma, a causa di un malore legato allo stato

d’ansia, per precauzione Velia è stata accompagnata ieri mattina dalla figlia Fabia in ospedale a Schiavonia per effettuare un elettrocardiogramma. I due anziani non sono comunque rientrati in casa per tutta la giornata, in modo da consentire i rilievi dell’Arma.

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