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Armi nella falegnameria, sarà processato

MASI. Secondo l'accusa, dentro la sua falegnameria di Badia Polesine aveva un vero e proprio arsenale da guerra: bombe a mano, Kalashnikov, tritolo, ma anche cocaina. Tutto materiale che, secondo...

MASI. Secondo l'accusa, dentro la sua falegnameria di Badia Polesine aveva un vero e proprio arsenale da guerra: bombe a mano, Kalashnikov, tritolo, ma anche cocaina. Tutto materiale che, secondo la Direzione distrettuale antimafia di Venezia, era collegato all'associazione a delinquere conosciuta come la Nuova Mala del Brenta. Dopo varie vicissitudini procedimentali, Roberto Carretta, un falegname 63enne originario di Masi, ma residente a Badia Polesine, è stato rinviato a giudizio ieri dal gip Pietro Mondaini, con pesanti accuse di condotte collaterali a quella di associazione a delinquere. L'organizzazione su cui aveva indagato la Dda di Venezia, era composta da 30 persone e finalizzata allo spaccio di stupefacenti. Il

falegname, assistito dall'avvocato Stefano Fratucello di Montagnana, si è sempre difeso, sostenendo che del contenuto della cassa con dentro le armi e quant’altro non ne sapeva nulla. «Al massimo è stato incauto nell'accettare quel carico» sostiene il difensore «e ha collaborato alle indagini».

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