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Ai festini a luci rosse di don Contin c’era anche il parroco di Carbonara

Padova: il prete, che avrebbe dovuto celebrare le nozze di Belen, ha ammesso davanti al pm

PADOVA. È uscito dalla canonica, come al solito, per andare a scuola. E non è più rientrato. Sui giornali la notizia del prete, un parroco dei Colli che, convocato in procura, ha ammesso rapporti sessuali con l’ex amante di don Andrea Contin, appassionato voyeur in quelle occasioni.

Spunta il nome. Lui è don Roberto Cavazzana, parroco di Carbonara, frazione di Rovolon, amatissimo sacerdote nella sua comunità molto attivo tra i giovani e la scuola.

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Un parroco diventato noto nell’autunno 2013 per essere stato il padre spirituale della showgirl Belen Rodriguez quando aveva annunciato il matrimonio con Stefano De Martino, iniziando un percorso spirituale affiancata dal sacerdote presentato da un comune amico legato al Calcio Padova.

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Poi il rifiuto di don Roberto a celebrare quelle nozze troppo mediatiche e destinate ai rotocalchi del gossip, pur avendo sempre accolto la coppia durante la preparazione prematrimoniale nella piccola canonica di paese: «Sono un prete. Il matrimonio è un sacramento, non un carnevale mediatico. Mi sento a disagio» aveva spiegato.

«I riflettori sono sempre accesi: servizi sulla Chiesa, giornalisti che mi telefonano in continuazione. Io ho da fare, sono un parroco di una unità pastorale. Insegno religione alle scuole medie».

Il prete che invece celebrò le nozze: "Si amavano"

Don Roberto: anima divisa, fragilità umana, contraddizioni che uomini anche di Chiesa vivono? Il sacerdote non è indagato. Il nome e il cognome del parroco di Carbonara erano stati indicati nella denuncia presentata il 6 dicembre scorso dalla 49enne padovana che aveva raccontato come don Andrea l’avesse accompagnata dal collega: con lui, don Roberto, aveva avuto rapporti sessuali.

Padova, orge in canonica. Il racconto dell'ex amante Parla la donna che ha denunciato don Andrea Contin. "E' iniziato tutto con un bacio in canonica. Poi il sesso a ogni ora". Secondo le indagini, l'ex parroco di San Lazzaro indagato per violenza privata e favoreggiamento della prostituzione, faceva soggiorni in alberghi di lusso e viaggi in località frequentate da scambisti.L'ARTICOLO

E don Andrea? Guardava, forse filmava, non è ancora stato accertato finché non sarà pronta la consulenza tecnica disposta dal pubblico ministero Roberto Piccione che coordina l’inchiesta. Nel pomeriggio di venerdì scorso don Roberto è stato interrogato a Padova, al quarto piano del Palazzo di giustizia, nella veste di persona informata sui fatti.

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Ha ammesso. E confermato la versione della donna: l’ultima deflagrante notizia per la Diocesi padovana. E per il prete di Carbonara che non è chiamato a rispondere penalmente (sempreché non siano accertati pagamenti in danaro per quelle prestazioni). Ma solo rispetto a una Chiesa ferita. E a un impegno tradito.

Restano a carico di don Andrea le accuse di violenza privata e di favoreggiamento della prostituzione: secondo la procura la donna (impiegata in un ufficio pubblico, separata con un figlio) sarebbe stata pestata quando cercava di sottrarsi alle richieste dell’ex parroco di San Lazzaro.

Un parroco che – è il sospetto – potrebbe averla “ceduta” a partner occasionali pescati dai siti bakeka.it, annunci69.it, scambiomoglie.it, frequentati da chi mette a disposizione la compagna o la moglie – si legge in alcuni annunci – in cambio di offerte o regalini.

Nuove rivelazioni. Sempre nella denuncia la 49enne narra che all’inizio del rapporto, iniziato nel giugno 2011, don Andrea le avrebbe proposto di fare un figlio (lei aveva 44 anni). E le avrebbe confidato di aver già un bambino, non riconosciuto, al quale provvedeva dal punto di vista economico: questo fatto non è stato accertato dagli inquirenti visto che non riguarda il profilo penale.

Quello che, invece, gli investigatori vogliono accertare sono altri viaggi in Croazia, nella penisola Istriana a Novigrad o Cittanova e a Lovran. E i pernottamenti in un agriturismo vicino a Grumolo delle Abbadesse nel Vicentino per gli scambi di coppia.

Sempre accompagnato dall’amante preferita, una delle tante del suo harem. Forse una delle più sottomesse ai suoi voleri per paura di essere picchiata come risulterebbe da alcune foto allegate alla denuncia, definite impressionanti, e da due certificati medici del Pronto soccorso. Tuttavia, si legge ancora nella denuncia, solo in un’occasione la 49enne avrebbe trovato la forza di dire “no” di fronte alla richiesta di una pratica folle di sesso estremo.

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