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Il parroco delle orge in canonica a San Lazzaro è fuggito in Croazia

Il sindaco di Campo San Martino, Tonin: «La sua famiglia va spesso in vacanza nell’ex Jugoslavia». I clienti per gli incontri venivano reclutati su siti hot. Verifiche sulle tracce in rete lasciate dal prete

PADOVA. In Croazia, al riparo da occhi indiscreti. Don Andrea Contin, l’ex parroco di San Lazzaro in questi giorni burrascosi dopo lo scandalo che l’ha coinvolto ha lasciato Padova e l’Italia. In paese, a Campo san Martino danno per sicura la sua trasferta. Il sindaco, Paolo Tonin non ha certezze, ma non si sorprende. «Tutti gli anni i genitori di don Andrea e spesso anche lui, vanno in Croazia per le ferie e quindi è abbastanza ovvio che siano andati laggiù a trascorrere questo periodo particolare. Anche per cercare di proteggerlo dal clamore di questa vicenda che ormai è nazionale. In paese molti dicono che lui è in Croazia dove non so se la famiglia abbia una casa o solo dei punti di riferimento ormai da anni per le ferie estive». Nulla vieta ovviamente a don Andrea di recarsi all’esterno: non c’è nessuna misura restrittiva nei suoi confronti. La procura sta indagando e cercando di dimostrare che le amanti del parroco venivano offerte ad altri uomini a pagamento. Le ipotesi d’accusa per il don, sono di sfruttamento della prostituzione e violenza privata.

I clienti, secondo l’accusa li reclutava addirittura su siti di annunci hot come Scambiomoglie.it, Annunci69.it e Bakeka.it. I carabinieri stanno verificando le tracce lasciate sulla rete dal computer del parroco e dal suo iPad.

Padova, orge in canonica. Il racconto dell'ex amante Parla la donna che ha denunciato don Andrea Contin. "E' iniziato tutto con un bacio in canonica. Poi il sesso a ogni ora". Secondo le indagini, l'ex parroco di San Lazzaro indagato per violenza privata e favoreggiamento della prostituzione, faceva soggiorni in alberghi di lusso e viaggi in località frequentate da scambisti.L'ARTICOLO

Gli investigatori per ora hanno cercato tracce in rete, computer e telefonini non li possono ancora analizzare finché non ci sarà la nomina di un consulente del pubblico ministero Roberto Piccione nell’ambito di un accertamento tecnico irripetibile che prevede la partecipazione anche di un consulente esperto nominato dell'indagato. I messaggi avevano foto di nudo espliciti ma con i volti coperti. Quindi chi arrivava in canonica, non sapeva che l’atto sessuale si sarebbe consumato in un luogo religioso addirittura con un prete e il suo harem. Alcuni devono averlo considerato ancora più eccitanti. Le serate hard per un certo periodo pare avessero cadenza bisettimanale. Per gli sventurati clienti, ai loro nominativi si risalirà dopo l’analisi del nick name, c’è ora la vergogna della chiamata dei carabinieri e dell’interrogatorio come persona informata sui fatti. Ovviamente dal punto di vista investigativo si chiederà se quelle orge sadomaso abbiano o meno versato dei soldi a don Contin. Questo ha importanza ai fini dell’indagine penale, mentre ai fini religiosi la condanna per don Andrea è già arrivata (a meno che le donne che lo accusano non si sia accordate tra loro, ma sembra allo stato inverosimile visti anche i messaggini che spediva loro a dir poco sconci) considerato che si avvicinavano a lui mogli in difficoltà. Che cercavano un sostegno umano e spirituale. Ma hanno avuto ben altro.

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