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Padova, Freddy si fermò da Debora prima di prendere Isabella

La sera dell’omicidio è stato 29 minuti dalla sorella e poi ha raggiunto la Noventa Emerge dal tracciato Gps dell’auto. Poco più tardi l’ultima cena con la segretaria

PADOVA. È il 15 gennaio 2016: prima di raggiungere Isabella Noventa nella sua casa di Albignasego in via Foscolo 29 per andare insieme in pizzeria – l’ultima fatale cena pagata con la vita dalla sfortunata impiegata 55enne – Freddy Sorgato si ferma per 29 minuti nell’appartamento della sorella Debora. Lo ha rivelato il Gps installato (per motivi assicurativi) nell’Audi Avant 6 di proprietà dell’uomo. Freddy si reca nell’abitazione di Debora, a Camin in via Vigonovese 200, per concordare gli ...

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PADOVA. È il 15 gennaio 2016: prima di raggiungere Isabella Noventa nella sua casa di Albignasego in via Foscolo 29 per andare insieme in pizzeria – l’ultima fatale cena pagata con la vita dalla sfortunata impiegata 55enne – Freddy Sorgato si ferma per 29 minuti nell’appartamento della sorella Debora. Lo ha rivelato il Gps installato (per motivi assicurativi) nell’Audi Avant 6 di proprietà dell’uomo. Freddy si reca nell’abitazione di Debora, a Camin in via Vigonovese 200, per concordare gli ultimi tasselli di un delitto ormai pianificato? È la convinzione degli investigatori coordinati dal pm Giorgio Falcone che si prepara a chiedere il processo per il terzetto criminale, ritenuto responsabile dell’assassinio di Isabella Noventa. Ed è un altro elemento contenuto nelle migliaia di pagine che formano i faldoni dell’inchiesta, ultimata a tempo di record nonostante i tanti (e non semplici) accertamenti tecnici richiesti. Un elemento che potrebbe spiegare anche la dinamica dell’omicidio: non è escluso che Debora sia uscita da casa con il fratello e si sia nascosta a bordo della sua Audi dove, poco più tardi, sarebbe salita la vittima. Per ucciderla.

Caso Noventa, chi è Freddy Sorgato

Mezz’ora sospetta.

Sono le ore 20.08 del 15 gennaio, venerdì. Freddy parcheggia la sua Audi in via Grecia, una strada vicina alla residenza della sorella che si affaccia lungo la trafficata via Vigonovese, marciapiede e pista ciclo-pedonale ai lati, impossibile parcheggiare. L’auto resta ferma fino alle 20.37: lui va a casa di Debora, poi di nuovo in auto impiegando in tutto 29 minuti. Minuti necessari per mettere a punto i dettagli del delitto, secondo la procura. Oppure minuti necessari per chiamare Debora e farla salire nell’auto? Lei, così minuta, avrebbe potuto nascondersi nello spazio tra il sedile posteriore e lo schienale dei sedili anteriori per tendere una trappola mortale a Isabella? Alle 20.37 la macchina riparte e raggiunge la casa della vittima ad Albignasego in via Foscolo. Una decina di minuti più tardi, la coppia Freddy-Isabella arriva nella pizzeria “Est Est Est” a Lion di Albignasego dove resta fino alle 22.30 prima di dirigersi nella villetta dell’uomo, a Noventa Padovana in via Sabbioni 11. Qui arriva alle 23.11. Il Gps fornisce l’indicazione che l’auto è ferma alle 23.12 e 31 (secondi) in via Sabbioni. Tra il 16 gennaio e il 16 febbraio Freddy aveva raccontato: «Chiesi a Isabella di accompagnarmi a casa... Soffrendo di cefalee, dovevo assumere farmaci particolari». Nell’interrogatorio davanti al gip Cristina Cavaggion, due giorni dopo l’arresto, aveva corretto il tiro spiegando di aver fatto con Isabella «sesso estremo» e precisando che la fidanzata sarebbe morta durante un gioco erotico.

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I fratelli e la sera maledetta.

Fin dalle prime settimane di accertamenti erano emersi numerosissimi contatti fra i componenti del terzetto-killer sia nei giorni precedenti la sparizione di Isabella (omicidio si è scoperto poi, pur non essendo mai stato ritrovato il corpo) sia nei giorni successivi al delitto ma prima del 16 febbraio quando scattò il fermo a carico di Freddy, Debora e l’amica tabaccaia di Camponogara Manuela Cacco, amante innamorata del camionista-ballerino, gelosisima della segretaria di Albignasego, sua fidanzata ufficiale. Nel pomeriggio del 15 gennaio è tutto uno scambio di sms e di chiamate telefoniche fra Freddy, Debora e Manuela. L’uomo, però, utilizza una scheda sim intestata al padre della Cacco: era stata quest’ultima a consegnargliela.

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