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Mercato immobiliare in ripresa grazie agli universitari

Per il terzo anno consecutivo si vendono più case, ma siamo lontani dai livelli di dieci anni fa

Il mattone non si sblocca. Per il terzo anno di fila si vendono più case, ma se confrontiamo i dati dal 2006 (pre crisi) all'anno scorso, il risultato è che il numero delle compravendite residenziali è precipitato di un terzo. La domanda è in affanno, sempre più selettiva e incapace di riattivare il mercato che soffre di un eccesso di offerta. Il quadro a tinte fosche emerge dal "terzo Osservatorio immobiliare 2016" di Nomisma.

Nel comparto residenziale si confermano i segnali di allentamento della fase recessiva. I prezzi di mercato continuano a diminuire (-1,1% su base semestrale e -2,5% su base annua), e portano le quotazioni medie delle abitazioni usate ai livelli del 2003 (1.504 euro permetro quadro. I tempi di vendita si mantengono stazionari (in media 9 mesi), così come lo sconto medio praticato in fase di trattativa (15%).

Per quanto riguarda la locazione, nel secondo semestre 2016 gli operatori percepiscono un lieve aumento della domanda, che proviene in gran parte dal bacino degli studenti universitari. Ciò si riflette in un rallentamento della flessione dei canoni medi (-0,5% su base semestrale). I tempi medi di locazione rimangono sostanzialmente stabili e si attestano intorno ai 4 mesi. Il settore commerciale padovano risulta ancora piuttosto debole. I prezzi e i canoni continuano a ridursi, fatta eccezione per i negozi del centro che segnano nell'ultimo semestre una variazione positiva delle quotazioni

(0,6%). Il comparto direzionale e i capannoni industriali (soprattutto questi ultimi) sono quelli che scontano maggiormente gli effetti della crisi economica a causa della debolezza della domanda e l'eccesso di offerta. Resta comunque una positiva aspettativa di crescita per il 2017.

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