Quotidiani locali

La Costituzione va in carrozzeria

Tra metafore e interpretazioni Volpe e Calderisi dibattono sul referendum

Continua il dibattito sul referendum costituzionale: lunedì sera, a Palazzo Moroni, si sono confrontati Giuseppe Calderisi (più volte deputato, prima con i Radicali e poi con Forza Italia e Pdl, schierato a favore del sì) e Stefano Volpe (ordinario di diritto amministrativo all'università di Padova e honorar professor all'Università di Innsbruck, alfiere del no). L'incontro, organizzato da Elementi Liberali, ha visto un’amplissima partecipazione, soprattutto di giovani: molti non sono nemmeno potuti accedere alla sala che, per motivi di sicurezza, non poteva ospitare più di un certo numero di persone. Volpe ha preferito adottare un lessico semplice e molte metafore: paragona la riforma ad una sua vecchia auto, bellissima in apparenza ma malfunzionante alla prova dei fatti. «Era nata male» dice «e non c'era nulla da fare. La mia impressione è che questa riforma sia come la mia vecchia auto: nata male, e correggerla dopo non sarà tanto semplice». Poi, scendendo più nel dettaglio: «Il Senato potrà comunque bloccare le leggi e, a quel punto, il capo dello Stato potrà solo mandarli a casa, per uscire dalla situazione. È questo che vogliamo?». E ancora: «Le Regioni non avranno un rappresentante ciascuna, ma un numero variabile a seconda della popolazione. Quindi le più popolose, al momento di legiferare su temi che interessano anche le altre, avranno più peso». In conclusione: «Se vince il sì», dice il professor Volpe, «non ci saranno colpi di Stato o altro, ma la governabilità non può migliorare e l'approvazione delle leggi non sarà più veloce. Bastava abolire il Senato, saremmo stati tutti d'accordo». Calderisi, nel sostenere il sì, è entrato subito nel vivo della questione: «Gli elettori di Camera e Senato hanno età diverse e spesso optano per scelte diverse: questo ci ha spesso messi in condizione di avere maggioranze diverse. Creando, di fatto, una situazione di ingovernabilità. La riforma permette maggiore stabilità». Anche l'approvazione delle leggi, dice Calderisi, può migliorare: «Da trent'anni si legifera con decreti legge su tutto, che dovrebbero servire solo per situazioni di emergenza: poi i partiti sono obbligati ad approvare a scatola chiusa, perché quello è il percorso

più breve». Infine la questione economica: «Il risparmio sulle spese vive è di almeno 500 milioni, quello conseguente alla semplificazione è incalcolabile. Non amo però la demagogia» conclude Calderisi «i parlamentari devono avere i mezzi per svolgere il loro lavoro».

Silvia Quaranta

TrovaRistorante

a Padova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

I SEGRETI, LE TECNICHE, GLI STILI

La guida al fumetto di Scuola Comics