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Travolto da una bici, muore pensionato

Arcella. Luigi Pigozzo era stato investito da un senegalese che aveva cercato di fuggire. Ora rischia l’accusa di omicidio stradale

ARCELLA. È morto nel reparto di Rianimazione dell’ospedale civile, lunedì alle 13, il pensionato che sabato scorso è stato investito da una bicicletta in via Annibale da Bassano 27, a trecento metri dal lato ovest del cavalcavia Borgomagno. L’uomo è deceduto per politraumatismo e per le gravi ferite alla testa. A nulla è servita la lunga operazione chirurgica a cui era stato sottoposto. Si chiamava Luigi Pigozzo e aveva 67 anni. All’Arcella era una persona molto conosciuta. Fino a due anni fa, aveva gestito una lavanderia-pulisecco nel rione San Carlo, appena dietro il Bingo Arcobaleno. Abitava, assieme alla moglie Franca Tognon, proprio nella palazzina, di tre piani, che si trova davanti al luogo dov’è avvenuto il tragico incidente.

Da un po’ di tempo era affetto dal morbo di Parkinson, curato anche a livello ospedaliero, ma al momento dell’impatto con la bici era lucido. L’incidente è accaduto alle 18.30 di sabato scorso. Pigozzo stava tornando a casa e si trovava sul marciapiede davanti alla sua abitazione, dove è segnata anche una pista ciclabile. L’uomo è stato travolto da un ciclista, identificato successivamente come un giovane originario del Senegal, che, in base alle testimonianze raccolte sul posto dai vigili, avrebbe anche cercato di scappare. È stata una donna, originaria del Ghana, titolare di un negozio etnico, ad aiutare la polizia municipale ad identificare il senegalese.

In un primo momento al il giovane africano è stato contestato il reato di lesioni gravi colpose; ora potrebbe scattare per lui l’incriminazione per omicidio stradale. Sull’accaduto sono in corso gli accertamenti della polizia municipale.

Luigi Pigozzo lascia, oltre alla moglie Franca, le figlie Stefania e Monica, il genero Paolo Agostino Dalla Pietà, residente a Mestre e diversi nipoti. Come da volontà del pensionato,saranno donati i suoi organi.

La famiglia ha deciso di non far affiggere alcuna epigrafe e di non rendere nota la data del funerale. Ha solo comunicato che sarà cremato. «Era un persona buona e generosa» osserva Rosy Mandic, titolare del vicino bar Marabù «Veniva spesso nel mio locale a bere il caffè. Luigi era appassionato delle due ruote. Aveva anche due bici da corsa e spesso pedalava fino sui Colli».

La giovane barista lancia un monito all’amministrazione «A questo punto, visto quello che si è verificato, il Comune dovrebbe chiudere almeno una delle due piste ciclabili parallele, che corrono ai

lati di via Annibale da Bassano. Sono pericolose. Gli incidenti avvengono sempre più spesso. Tra l’altro sono piste ciclabili, che, specialmente alla sera, vengono percorse dai numerosi spacciatori africani, che vanno avanti ed indietro in bici per raggiungere i clienti in pochissimi minuti».

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