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Babele, per la rassegna di Sgarbi già spesi 252 mila euro

Lievitati i costi per la kermesse tra uffici stampa e direzione artistica: ecco tutte le spese della manifestazione che inizia martedì

PADOVA. Sale sempre di più il conto che Vittorio Sgarbi ha presentato a Bitonci per la sua consulenza culturale a Palazzo Moroni. Ad oggi siamo a 252 mila euro, dopo le ultime spese messe a bilancio dal Comune per la rassegna letteraria Babele a Nord Est (18-23 ottobre), affidata dal sindaco proprio al critico d’arte: 33 mila euro per il service audio/video, 25 mila per l’ufficio stampa e altre 6.100 per il supporto alla direzione artistica. Nelle stesse determinazioni che autorizzano le spese è specificato quanto il conto sia più salato di quanto fosse stato preventivato all’inizio, dopo la decisione di Bitonci di cancellare la Fiera delle Parole di Bruna Coscia («è troppo di sinistra» furono le parole del leghista) e sostituirla con quella di Sgarbi: «Alla data in cui sono state affidate le gare, nel corso dell’organizzazione del festival, si sono resi necessari ulteriori interventi, non considerati al tempo indispensabili alla buona riuscita dell’evento» si legge sul documento.

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Svelato il programma della manifestazione che inizierà il 18 ottobre. Ci sarà il pianista Ramin Bahrami e poi Tahar Ben Telloun premiato da un ebreo e un arcivescovo cattolico. Confermati come ospiti Fausto Bertinotti, Camillo Langone,  Moni Ovadia, Melissa P., Ritanna Armeni, Giovanni Lindo Ferretti, Vladimir Luxuria e la pornostar Vittoria Risi

Stesso documento in cui si affida il service audio video e la pubblicità a Rc Sistemi, Nuova Grafica e Marcolongo, l’ufficio stampa allo studio fiorentino di Devis&Franceschini di Lea Codognato («imposto come vincolo da Vittorio Sgarbi» si legge sulla determinazione) e il sostegno alla direzione a Vivi Pavia, la stessa associazione che per conto del critico aveva chiesto i finanziamenti di 154 mila euro per le due mostre Il san Lorenzo di Donatello e I Tintoretto ritrovati, ospitate a Palazzo della Ragione e ai Musei Civici.

Soldi che vanno a sommarsi ai 22 mila che Sgarbi percepirà come direttore artistico, e agli 8 mila per la sua «lectio magistralis» al castello Carrarese. «Io non parlo del lavoro degli altri, so solo che la mia è costata 86 mila euro nel 2015, e 75 mila nel 2014. Ho la mia fiera e non mi permetto di giudicare le altre» ha commentato Bruna Coscia, costretta a trasferire la sua kermesse tra Este e le terme. Fiera che Bitonci ha definito «sagra»: «Ripeto che non voglio rispondere, a certe volgarità poi», ha chiuso Coscia. 

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