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Ponso abbandona l’Unione Megliadina

PONSO. Manca la proporzionalità di risorse e personale e Ponso decide di abbandonare l'Unione Megliadina. È quasi un colpo di scena quello attuato da Sandro Parolo, sindaco di Ponso, dal 2005 membro...

PONSO. Manca la proporzionalità di risorse e personale e Ponso decide di abbandonare l'Unione Megliadina. È quasi un colpo di scena quello attuato da Sandro Parolo, sindaco di Ponso, dal 2005 membro dell'Unione assieme ai Comuni di Megliadino San Fidenzio, Megliadino San Vitale, Piacenza d'Adige, Santa Margherita d'Adige e Vighizzolo d'Este. Lunedì scorso il Consiglio comunale di Ponso ha deciso il recesso del Comune dalla Megliadina, pur con il voto contrario di Francesca Faggion e con l'u ...

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PONSO. Manca la proporzionalità di risorse e personale e Ponso decide di abbandonare l'Unione Megliadina. È quasi un colpo di scena quello attuato da Sandro Parolo, sindaco di Ponso, dal 2005 membro dell'Unione assieme ai Comuni di Megliadino San Fidenzio, Megliadino San Vitale, Piacenza d'Adige, Santa Margherita d'Adige e Vighizzolo d'Este. Lunedì scorso il Consiglio comunale di Ponso ha deciso il recesso del Comune dalla Megliadina, pur con il voto contrario di Francesca Faggion e con l'uscita dall'aula prima del voto di Riccardo Mori. Due le valutazioni che hanno portato Parolo ad intraprendere la via del recesso da un ente che lo stesso primo cittadino ha presieduto per dieci anni, e di cui era peraltro attuale vicepresidente. Il primo è la mancata proporzionalità di risorse messe a disposizione tra i vari Comuni dall'Unione, a partire dal fatto che Ponso risulta la municipalità più popolosa con i suoi 2.471 abitanti e dunque anche quella che contribuisce maggiormente. Parolo ha illustrato i settori in cui la disponibilità di orario del personale è calata rispetto al 2005, e cioè prima dell'ingresso in Unione, sottolineando in particolare che certi sportelli in Comune a Ponso risultano persino più deboli rispetto agli altri enti soci. A Ponso è poi risultata indigesta la scelta di intraprendere la via della fusione da parte dei due Megliadini e di Santa Margherita: circostanza che, a detta di Parolo, minerà il futuro dell'Unione. Non vuole accendere la polemica Daniela Bordin, presidente della Megliadina: «Siamo amareggiati, ma la piena autonomia di ogni singolo Comune contempla anche il diritto di recesso. Posso solo assicurare che la Megliadina ha un futuro certo, indipendentemente dai progetti di fusione che stanno nascendo, e che stiamo investimento molto su questa realtà». (n.c.)