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«Assaliti all’improvviso e colpiti con una bottiglia»

Il racconto di due vittime delle aggressioni a Padova. Aurora: «Cercava di farmi cadere e non ci è riuscito» Ludovico aggredito all’Arcella si è salvato fingendo di telefonare alla polizia

PADOVA. «Ti aspetti che in un posto tranquillo come il centro non ti succeda nulla, fino a quando non vivi sulla tua pelle un’aggressione».

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Aurora Di Maio, 24 anni, vive e lavora a Padova da quattro anni, e ha appena vissuto un incubo durato cinque interminabili minuti. «Ero in Prato della Valle, direzione via Goito, verso le due e mezza e stavo rientrando a casa a piedi», racconta, «quando qualcuno è sopraggiunto alle mie spalle, in bicicletta, e improvvisamente mi ha dato un colpo in testa. La botta è stata così forte che non riuscivo neanche a parlare, ero confusa, ringrazio di non essere svenuta perché ci mancava veramente poco. Sono rimasta in piedi a fatica e d’istinto ho cercato di capire cosa stava succedendo: cosa mi avrebbe fatto quell’uomo».

«Ha fatto un giro in bicicletta e poi è tornato da me», racconta con la voce tremante la ragazza, «visto che ero ancora in piedi, ha cercato di farmi cadere dandomi un calcio. Ho cominciato a barcollare». Ma l'aggressione per Aurora non è finita lì. «L'uomo, dopo essersi allontanato una seconda volta in bici, è di nuovo venuto verso di me», aggiunge Aurora, «e mi ha dato un altro colpo per cercare di buttarmi a terra definitivamente. A quel punto, d’istinto, ho reagito. Ho preso la borsa che tenevo in spalla e ho cercato di dargliela addosso per allontanarlo». La reazione della ragazza ha messo in fuga il malintenzionato, che si è dileguato in via Roma. «Credo che abbia deciso di andarsene perché ha visto che non riusciva a farmi cadere. Non è nemmeno riuscito a rubarmi la borsa perché l’ho usata come arma. L’aggressore ha la carnagione olivastra, occhi scuri, è pelato e massiccio, quasi in sovrappeso. Potrei dire che era straniero ma, non avendo emesso né un suono né una parola, non saprei dirlo con certezza».

Ludovico Riello
Ludovico Riello

Non è stato rubato nulla nemmeno a Ludovico Riello, 20 anni, residente in zona Sacro Cuore, vittima di rapina all’Arcella. «All’una e mezza è stato aggredito da uno sconosciuto in bici», racconta il fratello Tobia Riello. «Mio fratello era in bicicletta e stava tornando a casa. È stato colpito con una bottiglia di vetro che si è frantumata sulla sua testa. È caduto a terra e, capendo che quell’uomo si stava avvicinando per rapinarlo, è scappato. Era agitatissimo, ma ha fatto finta di chiamare i soccorsi gridando al cellulare “Polizia polizia aiuto”. Così è riuscito a far scappare l’aggressore. Il referto dell'ospedale parla di trauma cranico. È tornato a casa in mattinata con i nostri genitori e ha passato la giornata a letto per riprendersi».

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