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Trovati morti dopo due settimane: lei lo ha vegliato per tre giorni

Disposta l’autopsia su madre e figlio di Albignasego. La cagnolina Lilly affidata al canile

ALBIGNASEGO. Sarà soltanto l'autopsia, che il pubblico ministero Sergio Dini affiderà nelle prossime ore a un medico legale, a chiarire le cause della morte di Maria Franco e Maurizio Fasolato, madre e figlio trovati lunedì pomeriggio in avanzato stato di decomposizione all'interno del loro appartamento in via Caravaggio, a Sant'Agostino di Albignasego.

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E sempre dall’esame autoptico il pubblico ministero auspica sia possibile risalire alla data dei due decessi, che potrebbero anche non essere contemporanei, ma essere avvenuti a qualche giorno di distanza l'uno dall'altro, forse persino tre. Resterà da chiarire, anche, come mai nessuno si sia accorto della loro assenza.

La prima ipotesi è che a spirare, a causa di un malore, sia stato inizialmente il figlio sessantenne, seguito poi dall'anziana madre di 85 anni, che potrebbe essersi lasciata andare o aver avuto un malore anch'ella. L'unica sopravvissuta in questa tragedia è la loro cagnolina meticcia, Lilly, che con il suo insistente abbaiare ha attirato l'attenzione dei vicini, che si sono risolti infine a chiamare i carabinieri. Solo così, con la porta sfondata dai vigili del fuoco, si è potuto accedere all'appartamento e ritrovare i corpi di madre e figlio (lui riverso sul letto, la madre stesa a terra) per dare loro una degna sepoltura. Oltre che a trovare una sistemazione adeguata per la piccola Lilly.

I carabinieri hanno faticato non poco a trovare un parente di Maria e Maurizio: la donna era vedova e aveva già perso l'altro figlio, Andrea, che aveva avuto un figlio a sua volta, prima di separarsi dalla moglie. Lui era spirato dodici anni orsono, la ex consorte si era rifatta una vita: restava soltanto suo figlio, nipote dei due, con cui non avevano probabilmente stretti rapporti. Un giovane di 25 anni, che alla fine i carabinieri sono riusciti a raggiungere e ad avvertire.

Ma d'altronde Maria e Maurizio con chi avevano rapporti umani? Praticamente con nessuno. Lei non usciva nemmeno mai di casa e i vicini del grande ed elegante condominio si erano accorti della sua presenza soltanto il giorno in cui il Maurizio, uscito di casa dimenticando le chiavi, aveva suonato con insistenza il campanello e ad aprire la porta era stata lei. Che non avessero vita sociale lo dimostra anche l'atteggiamento della piccola Lilly, molto diffidente verso le persone. Quando carabinieri e pompieri hanno fatto irruzione in casa, si era rifugiata impaurita sotto il letto e non si era fatta avvicinare molto facilmente. Portata al canile veterinario di Selvazzano, ha mostrato la medesima diffidenza anche verso i veterinari, proprio perché non abituata a stare con persone che non fossero i suoi due proprietari. Nonostante i suoi dodici anni di età e la terribile esperienza vissuta, sta bene. Certo, è rimasta a vegliarli per una quindicina di giorni, ma non era debilitata né affamata, segno che in qualche modo era riuscita a nutrirsi in quelle due settimane di solitudine.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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